Rassegna storica del Risorgimento

anno <1960>   pagina <9>
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Giuseppe Ceracchi 9
tidoro IV, sono state riprodotte nella Correspondance de VAcadémie de France à Romei *) la più importante, però, una memoria di oltre qua­ranta pagine inviata a Carnot e, su suo consiglio, a Rewbell e agli altri membri del Direttorio il 28 nevoso IV è andata perduta: venduta nel 1930 dal libraio francese Privat, fu acquistata da Diego Angeli, che se ne servì, in misura molto limitata e in maniera del tutto insoddisfa­cente, per il suo studio su II Marzocco e che pare si ripromettesse pubbli­carla in appendice ad una eventuale ristampa dello studio stesso in volume; purtroppo la morte non permise all'Angeli di curare la pubblicazione del volume e della memoria del Ceracchi si è persa traccia.
Nelle sue memorie lo scultore invitava con empressenient il go­verno francese ad invadere l'Italia: il momento era favorevole e non bisognava lasciarsi sfuggire l'occasione; l'occupazione della penisola di cui egli tracciava nelle grandi linee il piano militare avrebbe final­mente liberati i popoli d'Italia, assicurato alla Francia la gioire e la restauration des finances e all'Europa il bonheur .
Di tutto questo vasto piano (il Ceracchi non trascurava neppure di inquadrarlo politicamente nel contesto europeo e consigliava, per esempio, alla Francia di tenersi il Belgio e l'Olanda) è possibile, sulla base dei passi della memoria del 28 nevoso e delle note e osservazioni ad essa allegati e riferiti dall'Angeli, della réponse aux diverses obejctions qui m'ont été faites par le citoyen Carnot del 9 piovoso e della mé-moire sur la situation actùelle des afl'aires en Italie par rapport à la Répu-blique Francaise del 1 fruttidoro, ricostruire i .particolari con sufficiente precisione.
Prima di esporli, però, sarà opportuno vedere come lo scultore giu­stificava le sue sollecitazioni e come esplicitamente parava l'accusa che qualcuno avrebbe potuto muovergli (e che gli ha mosso oltre un secolo dopo l'Angeli) di essere spinto dal desiderio di vendetta e di non curarsi del bene della propria patria. Egli è a questo proposito anche se un po' retoricamente esplicito. La reponse inizia con queste parole: Ce n'est pas d'aujourd'lmi que le desir de délivrer ma patrie a embrasé* mon ame. Ce grand objet a mille foie frapé mon imagination. Le ciseau a quelquc fois frèmi sous ma main en tracant les traits immortels des hommes cclèbres qui ont consacré leur vie au bonheur de leur pays.
al Direttorio sollecitante di caliere inviato con potori civili presso l'Armata d'Italia; F le I* 84, n. 3 Bcanx-Arts e. d. 2 n1002, 6, Ceracchi al Direttorio, memosia del nevoso IV.
Nel riferire questi ed altri scritti del Ceracchi rispetteremo sempre scrupolosamente la loro forma ortografica e sintetica, che testimonia la poca padronanza del francese dello scultore.
1) Correspondance ecct, eli., *V pp. 4 1-32, 458-61j v. Appendice.