Rassegna storica del Risorgimento

anno <1960>   pagina <10>
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Renza De Felice
Je irai pas pù ccpcndant prevoir l'honneur qui m'attendait de conferèr, un jour, sur cet objet, avec les membres du gouvernement francais, mais il est Constant que toutes les aventures de ma vie m'ont porte vera ce but, et sans croire à la fatalité, il semble pourtant qu'il y en ait eu une en ceci, car avant que je connaisses aucun firancais, les prétres croyant de me discredi ter m'accusaient d'étre leur par risa nt... On peut ine supconner de i'intention de me venger de ces outrages, je prouveràì à mes ennemis combien est magnanime la vengeance dans une ame grande et vertueuse. J'ose me flater que ceux qui me connaissent savent combien je suis loin de vouloir imiter les vandales ni le prètres. A eux seuls appartiennent la destruction et le carnage; aux philosophes, aux esprits justes et éclairés appartiennent la bienfaisance et la générosité. Rien n'est plus pénible pour les mechants que le bonheur des autres, rien n'est plus satisfaisant pour les bons que de mettre les mechants hors d'état de nuire à la société . Del resto, già nella memoria del 28 ne­voso egli aveva chiaramente espresso il suo punto di vista e ampiamente giustificato filosoficamente i suoi consigli di spoglio che tanto hanno turbato l'Angeli: Come si dirà forse il vostro disegno è dunque basato sul saccheggio e la devastazione? Col pretesto della libertà pro­ponete di rovinare il paese. Ah, lungi da me ogni sorta di ingiustizia e di delitto e soprattutto l'idea atroce di stabilire la felicità degli uomini sul massacro e sul sangue! Ma c'è bisogno di ricordare qual'è l'origine e la fonte del lusso sacerdotale? mi rivolgo senza dubbio a uomini colti che sanno con quali astuzie e quali mezzi infami i preti hanno spogliato tutta l'Europa. Come se ne servono per avvilire il popolo romano a cui tolgono ogni giorno i frutti della sua terra fertile e anche il coraggio di coltivarla. Certo una parte ne soffrirà, ma è la parte scellerata e colpevole alla quale si potrebbe assicurare il benessere che il loro egoismo e il loro sibaritismo ricusano all'altra parte assai più preziosa al genere umano e che riprendendo i suoi diritti e la sua antica energia sarebbe grata agli autori della resurrezione . Anche per lo scultore romano dunque, come per la maggioranza dei giacobini italiani, lo spoglio delle ricchezze nazio­nali non era un problema davanti al quale arrestarsi: la libertà valeva questo e ben altri prezzi.
E veniamo ai particolari del piano del Ceracchi, che, come vedremo, entusiasmò, almeno nei suo aspetto militare, il Bonaparte tanto da far­glielo prendere come base al suo.
Con l'invasione dell'Italia e dello Stato Romano in particolare, la Francia avrebbe guadagnato in primo luogo una invidiabile posizione strategicopolitica, in secondo luogo avrebbe vendicato la morte di Base-ville e soprattutto posto fine al papato, suo nemico peggiore e perfido