Rassegna storica del Risorgimento

anno <1960>   pagina <12>
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12 Renzo De Felice
l'esercito e perfino le sconfitte che' abbiamo subito sul Reno debbono spingerci a non frapporre nessun ritardo alla organizzazione di tutti i particolari che debbono concorrere alla riuscita di una impresa che le potenze coalizzate non possono nemmeno supporre . L'impresa poi sarebbe stata resa ancora più facile e rapida dalla simpatia popolare per la Francia. H malcontento serpeggia in tutta la penisola, a Napoli lo spirito rivoluzionario è penetrato persino nell'esercito. A Roma, poi, tutti, tranne i preti (e neppure tutti)x) sono per la causa repubblicana: I nobili esclusi da tutti gli impieghi vedrebbero in un cambiamento il più bel mezzo per acquistare considerazione nella società. I cadetti di famiglia ai quali la restituzione dei loro diritti permetterebbe una sorte migliore, diverrebbero come in Francia i più saldi sostenitori dell'Egua­glianza. La classe borghese e commerciale generalmente la più istruita qui come dovunque, è il focolaio del vero patriottismo. La Ragione, la Filosofia e le Muse sono il più forte appoggio della Libertà. Gli arti­giani, questa parte così utile alla società ma che l'arroganza nobiliare e sacerdotale abbevera di amarezza, afferrerebbero con trasporto la mano che venisse a tracciare le basi dell'Eguaglianza e dell'Indipendenza. Trattati come bestie da soma e coperti di disprezzo gli operai si trasfor­merebbero e infrangerebbero il giogo appena fosse loro possibile. E al mondo un luogo ove gli agricoltori siano da compiangersi più che nello Stato di Roma ? Con zelo abbraccerebbero un sistema atto a migliorare le loro sorti. E finalmente, il bel sesso che la legge inumana del celibato avvilisce, concorrerebbe al ristabilimento dei costumi e dei diritti della Natura. E allora si vedranno le signore romane volare nelle braccia della libertà che dovrà loro restituire la libertà primiera .
Rassicurati così i Francesi sugli utili e sulla facilità della campagna da lui proposta, Ceracela passava poi a tracciarne le grandi linee, im­provvisandosi anche stratega. Ottenuta la neutralità degli Stati minori (in particolare di Genova, ai cui banchieri si sarebbe dovuto imporre Un prestito per far fronte alle prime spese della campagna), si sarebbero dovati attaccare e battere gli Austriaci a Tortona e respingerli su Voghera in modo da poter sfilare Un corpo d'armata per Piacenza, Parma e Modena ed occupare Bologna. Ecco l'opera di dieci a dodici giorni, il primo velo lacerato e l'apertura del Trionfo della Libertà . Da Bologna si sarebbe dovuto costringere il granduca di Toscana a lasciar passare sul suo Cerri-
?) Nella memoria del 1 fruttidoro IV il Ceraceli! osservo infatti ohe la massa del clero, troppo numeroso per essere sacrificato, concorrerà si l'ou interesse e se lo riforme applicate saranno moderale in apparencc à renverser le colosse du concistoire et da papistne .