Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
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1960
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Risorgiménto europeo
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Quando gli Stati europei, unificatisi per loro conto tanto prima di noi, sono venuti a combattersi per la preponderanza in Italia, il problema unitario italiano è divenuto problema europeo. E quando si è passati in Europa dal contrasto insolubile delle egemonie al concetto dell'equilì-hrio, si è anche finito per vedere che codesto equilibrio non poteva essere stabile, se accanto agli altri Stati non ce ne fosse anche uno italiano. Confederale o unitario ? Per un pezzo la soluzione confederale fu preferita, in Italia e fuori; ma infine ci si rese conto da noi e anche dagli altri (a cominciare dall'Inghilterra) che la soluzione migliore, o anzi la sola concretamente possibile, era l'unitaria.
Lasciata a se stessa, in nome del non intervento e dell'autodecisione dei popoli, l'Italia realizzò in qualche anno l'unità statale, perchè questa era stata preparata da sei o sette secoli di unitaria coscienza nazionale: Una d'arme, di lingua, d'altare / Di memorie, di sangue e di cor . Realizzando la sua unità, l'Italia dunque scioglieva anche un problema europeo. Anzifc ine scioglieva due: e il secondo era anche più importante e difficile del primo
Dopo la rivoluzione francese, il cesarismo napoleonico e la restaurazione, l'Europa continentale si trovò a dover effettuare il passaggio dall'ordine vecchio al nuovo. L'arbitrato fra due secoli l'un contro l'altro armato , di cui il Manzoni, in una celebre strofa del 5 Maggio , attribuisce a Napoleone I l'effettuazione, o almeno il proposito, fu invece Cavour ad effettuarlo, nella costruzione dell'Italia indipendente, libera ed una: con il contributo ideale e materiale di Napoleone III, ma con criterio e metodo suo. Se c'è nell'opera del Risorgimento una parte essenziale sua, questa fu l'associazione, la fusione dell'esigenza di autorità con quella di libertà, della conservazione col progresso; una fusione così intima da resistere a ogni analisi discriminatrice e dissolvente. Se egli avesse avuto un paio di rivali o di successori in Europa (o forse anche uno solo: Bismarck)... Ma arrestiamoci sulla china delle ipotesi inverificabili.
Ali'infuori di ogni ipotesi del genere, sta il fatto che l'opera del Risorgimento segna il livello politicoetico più alto raggiunto dall'Europa dell'Ottocento: cioè dell'epoca più grande, fino ad oggi, dell'umanità. Quell'opera rimane ancora oggi non un modello da riprodurre, ma una fonte d'ispirazione cui attingere. Variano i metodi, gli strumenti, le strutture: ci sono principi che rimangono perpetui, eterni, a cui bisogna sempre rifarsi, come guida suprema e stendardo ideale* L'alleanza atlantica, così ricca di buone intenzioni, così scarsa di lucidità intellettuale e impeto ideale, dovrebbe riprenderne coscienza fattiva, sostando in ideale raccoglimento sulle tombe di Santena e di Staglielio.
LUIGI SÀLVATOKIELLI