Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <162>
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IL GENERALE FRANCESCO LANDI
UiN UFFICIALE NAPOLETANO DAI TEMPI NAPOLEONICI AL RISORGIMENTO
1. La battaglia di Calatafuni, che, per l'entità delle forze contrap­poste e per gli svolgimenti tattici, dovrebbe piuttosto considerarsi un modesto fatto d'armi, assurse quasi subito all'importanza d'un episodio decisivo del Risorgimento italiano, poiché al suo risultato si ricollega l'irrefrenabile espandersi del movimento di cui furono fattore essen­ziale di propulsione i MOle di Garibaldi, e l'inopinatamente rapido crollo del Regno delle Due Sicilie, che fu condizione decisiva per la proclamazione dell'Unità d'Italia. Da ciò il vivissimo interesse che quello scontro suscitò, dapprima presso i contemporanei, di poi presso gli storici politici e gli storici militari; l'esaltazione meritata del risoluto ardimento col quale Garibaldi si impegnò in circostanze che ben potevano far dubitare del successo, intuendo (e non ha davvero impor­tanza stabilire se la frase sia stata o no pronunciata) che sul colle di Calatafimi o si faceva l'Italia, o si moriva ; la sorpresa per il rove­sciamento di sorti, che anche i più ottimisti non prevedevano senza prudenti riserve.
Ma la luce della vittoria, che circonfuse i Mille, non permise sempre di ravvisare i fatti in quella completa prospettiva, che deve essere fine della scienza storica: colpa un po' della storiografia risorgimentale, per lungo tempo prevalentemente apologetica, che, per esaltare l'eroismo dei Mille, comunque incontestabile, esagerò le forze avversarie, e sopra­valutò le condizioni di vantaggio di cui esse godevano; e colpa anche, tutt'altro che irrilevante, della polemica di parte borbonica, che, intesa a ricercare responsabilità individuali, che facessero dimenticare colpe e responsabilità di regime, volle spiegare la fine del Regno quasi esclu­sivamente con defezioni e collusioni di singoli, oscurando e deformando tutto un settore del quadro.
Molti di questi errori di valutazione sono oggi corretti: e potrebbe quindi, bene a ragione, sembrare superfluo un nuovo saggio sulla batla-
7*G. GLÀBBA, Storta dei Mille, 12* ed., Firenze 1928, p. 122: Quello di Culaia/imi fu fatto d'arme elio appena potrebbe Bla re come frammento episodico di una di quelle grandi battaglie Eppure per l'importanza e per L'influenza sua sulla vita della nostra Nazione, conia quanto e forse più di ciascuna di esse sulle altre,
*) AMIA, Storia dei Mille, citi, p. 128, ma l'episodio è narrato in modo un po' diverso dallo tesso A., Da Quarta al Volturno, ed. Bologna 1958, p. 70; e da G. BANDI, I Mille, Firenze 1955 p. 190 sgg. Cfr. C. AGRATI, / Mille, Milano 1933, p. 319.