Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
anno
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1960
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pagina
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163
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TI generale Francesco Landi
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glia di Calatafìmi Efe Ma l'interesse centrale di questo stadio, è un altro. Dei due protagonisti della battaglia, l'uno, Garibaldi, è figura tanto nota quanto può essere quella d*un eroe nazionale. Dell'altro, il brigadiere generale Laudi, si limita per lo più a menzionare il nome; e gli specialisti hanno notizia attraverso un materiale frammentario, concernente i pochi giorni del maggio 1860, nel quale partecipò ad eventi storicamente memorabili; materiale, d'altra parte, che troppo risente del clima accesamente polemico; che, come troppo spesso avviene, nulla di solito gli risparmia di quanto è esposto a soffrire il vinto; ed al quale non sempre in seguito si attinse con obbiettività. Questo studio, quindi, si propone di ricostruire la figura del generale Landi, inquadrandola nell'ambiente e nelle vicende del suo tempo, il che potrà fornire argomento di riflessione anche su fatti noti, dei quali si sono già occupati gli storici. In questo lavoro, in parte riferirò informazioni, circa i precedenti anteriori al 1860, che non mi risultano mai pubblicate; in parte coordinerò, accentrando la prospettiva nel modo indicato, fonti già conosciute: ed in tal maniera oserei presumere di compiere opera, se pur modesta, non priva d'utilità per la conoscenza del nostro Risorgimento.
Non posso iniziare l'esposizione, senza dichiarare che il merito della ricerca, per ciò che concerne la vita del gen. Landi fino al 1860, e varie notizie ed indicazioni per il periodo successivo, deve essere attribuito al mio defunto pro-cugino prof. Alfredo Landi, che mi fornì copie di documenti in suo possesso, 2> o estratti dall'Archivio di Stato di Napoli (Sez> militare di Pizzofalcone) dei quali era amorevole e diligentissimo ricercatore. La sua morte ha impedito che un lavoro più ampio potesse essere compiuto in collaborazione: mentre l'imminenza delle celebrazioni centenarie della proclamazione dell'unità d'Italia mi sollecita a comporre questo scritto, desidero rendere qui onore alla sua memoria di silenzioso, modesto e appassionato studioso.
') Nulla di nuovo è etato detto in questa ricorrenza centenaria. Senza che volga la pena di ricordare la vasta produzione giornalistica, eposso ricca di errori citiamo: M. TOPA, Così finiscono i Borboni di Napoli, Napoli 1959, pp. 126 agg., L. BIANCIARDI. Da Quarto a Tortolo, Milano 1960, pp. 63 agg.
*) ari documenti, relativi alla mintone svolta dal gen. Landi nel maggio 1860, erano rimasti in possesso di uno dei suoi figli, il tcn. col. Nicola, e furono esaminati da R. DE CESARE, che 11 cita (Arch. Lami, in La fine dfiOi Regno, 3" od., Città di Castello 1909, voi. IT, pp. 231 sgg. tóssf , rimasero pressò il prof. Alfredo Landi, figlio del precedente, e debbono tuttora trovarsi presso i figli di Quest'ultimo. I documenti forni timi dal prof. Alfredo Land] saranno in prosieguo citati con la sigla (A. L.). H ms. originale della Relazione Landi fqui riprodotta in appendice) ero invece in possesso d'un altro figlio, il ten. gen. Antonio, e do questi fu dato al gen. Pittaluga, che lo fece esaminare dall'Abba, e quindi lo depositò noi Museo del Risorgimento di Milano.