Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <174>
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Guido Laudi
di Sicilia e di Calabria, aveva dovuto considerare le forze borboniche, alleate agli inglesi, come nemici da combattere.1J
Non è necessario ricordare come l'armonia, che il Governo bor­bonico aveva proclamato di volere ristabilire fra i propri sudditi, che negli anni anteriori avevano seguito le diverse parti in conflitto, non fu di lunga durata; e come specialmente nell'Esercito la rivalità fra gli ufficiali provenienti dalla Sicilia e quelli che avevano servito Murai fosse aggravata da provvedimenti del Governo, o poco prudenti, o poco opportuni.2) Perfino le decorazioni dell'Ordine delle Due Sicilie, conser­vate agli ufficiali murattisti, erano divenute un segno di divisione: vi si riparò con l'istituzione dell'Ordine militare di S. Giorgio della Riunione, concesso ai murattisti in commutazione delle vecchie onorificenze. Fran­cesco Laudi fu nominato, nel nuovo Ordine, cavaliere di diritto ,3) il che secondo la legge istitutiva del 1 gennaio 1819, era qualificato distin­tivo di valore, che si poteva ottenere soltanto per importanti azioni di guerra.
L'atmosfera di malcontento contribuì a diffondere nell'Esercito, ed in particolar modo tra gli antichi murattisti, le logge carbonare . Se nella Carboneria non mancarono fattori torbidi, come ambizioni deluse ed aspirazioni disordinate, non si deve dimenticare che essa man tenne viva una corrente di pensiero liberale e di aspirazioni nazionali non ancora matura, né animata dallo spirito unitario, ma tuttavia idonea a produrre più, tardi frutti migliori. 4>
*) Il D'ATALA, Vite eh., p. 36, loda nella biografia del capitano generale de Bour-card, che presiedette, nel 1815, olla fusione dei due eserciti, napoletano e siciliano, il mite e non feróce scrutinio intorno agli ufficiali del dccennal reggimento, assai di­verso dal memorabilissimo {.quello del 1821) quando il ministero di delatore divenne sorgente di ricchezza e nobil titolo agli ufficiali, calpestando le più sacre relazioni del­l'amicizia del parentado fin dell'amore.
2) COLLETTA, Storia, cit.. Ili, pp. 25 sgg.; BLANCH, Scrìtti storici, eit., I, pp. 55 sgg.
3) MAGISTRALI-: DEPUTAZIONE DEL REAI. ORDINE MILITARE CAVALLERESCO DI S. GIOR-f;io DELLA RIUNIONE - Segretariato - N. 24 - Al Signor D. Francesco Landi, capitano del Regg. Regina Fanteria Signor Capitano, Sua Maestà il Re, con decreto de* 7 corrente mese, si è degnata nominarla al grado di Cavaliere di Dritto del Real Ordi­ne Militare Cavalleresco di San Giorgio della Riunione. Nel Real Nome, con mio particolare piacere lo comunico a Lei per sua intelligenza e governo : nella prevenzione che in appresso le sarà inviato il corrispondente Diploma. Napoli li 31 ottobre 1819 -IL GRAN M ADE SCI ALLO PRESIDENTE Nugent. (A. L.).
*' Ricordiamo tuttavia che è decisamente di condanna il giudizio espresso su quel movimento da B. CROCE, Storia del Regno di Napoli, Bari 1931, p. 241. T. BATTAGLIMI, La fine d'un Esercito, in Riv. militare italiana, 1913, pp. 45 sgg. dell'estr., pur ricono­scendo taluni valori ideali, esprime egli pare, riguardo ugH effetti della Carboneria sullo compagine disciplinare dell'Esercito, un giudizio severamente negativo, che, da tal ponto di vista, può essere condiviso.