Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <177>
immagine non disponibile

// generale Francesca Laudi 177
Carrascosa. Le vicende di quel reggimento danno un'idea delle condi­zioni nelle quali l'esercito si trovò ad operare.
Alla fine di febbraio 1821, il Reggimento Regina si trovava a Teano, e crai si ebbero le prime manifestazioni di scontento dei richiamati. Il 1" marzo, il reggimento, assegnato alla brigata leggera del col. Tocco, si trovava in linea lungo il Liri, col compito di guardarne il corso tra Pontecorvo ed Arce. Il 4 marzo, il contatto fra la truppa e la milizia cominciò a dimostrarsi nefasto per la disciplina: giunsero al gen. Carra­scosa notizie allarmanti di diserzioni collettive; fra l'altro, una compagnia di volteggiatori del Regina 6*era allontanata in massa, minacciando gli ufficiali che tentavano di trattenerla. Tra il 12 e il 13 marzo, le notizie provenienti dagli Abruzzi dimostrarono che le sorti del 2 Corpo d'armata erano irreparabilmente compromesse. II gen. Carrascosa decise allora la ritirata verso il Volturno, abbandonando il campo trincerato di Mignano, dal quale, e da quello di Cascano, furono portati via viveri e materiali, mentre parte dell'artiglieria dovette essere abbandonata dopo averla resa inutilizzabile. Il 15 ebbe inizio il movimento, mentre si aveva notizia che gli austriaci avevano raggiunto Isernia. Il Reggimento Regina, schierato verso Venafro, doveva proteggere la Guardia, che si ritirava da Mignano, e dirigersi poi verso Capua, formando la retroguardia. Ma già il giorno 15, circa 200 richiamati del Regina si sbandarono con armi e bagagli; ed un numeroso gruppo di costoro, trovatosi nella notte sulla via dello Stato maggiore del corpo d'armata, venne in conflitto a fuoco con i gendarmi. Malgrado ciò, la compagine del reggimento pareva ancora resistere, ed il giorno 16 era stata occupata, ordinatamente e con sereno contegno, la posizione di Caianello: quando d'improvviso (e certamente per una con­giura preordinata) un battaglione prese le acmi, minacciò di morte gli ufficiali che volevano trattenerlo, e si diresse in disordine verso la mon­tagna. Il col. Schomberg, accorso con gli altri ufficiali, fu a sua volta accolto con colpi di fucile; uno squadrone di dragoni, che era a disposi­zione del comandante del reggimento, caricò i ribelli; ma questi riu­scirono a sbandarsi sul terreno favorevole. Quel che rimaneva del reggi­mento fu condotto a Capua. qui, dal giorno 17 fino al 20 che fu quello della capitolazione conclusa fra il gen. D'Ambrosio e il gen. Fi-qnehnont le diserzioni e le sommosse seguirono con tale ritmo, che gli officiali non furono più in grado di dominare la situazione, e dovettero armarsi e riunirsi in compagnie, finché il giorno 21, qualche ora prima