Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
anno
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1960
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pagina
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il generale Francesco Laudi
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più oscura, in quanto gravava au di lui il sospetto politico. Aveva già famiglia, perchè verso il 1818 aveva sposato Raffaella De Marinis, appartenente ad una nobile famiglia di Cava dei Tirreni;1) non soffri probabilmente di troppo grave disagio economico, perchè aveva, nel Comune di Campagna, una proprietà fondiaria d'una certa consistenza. s)
Frattanto, sotto il regno di Francesco I (1825-1830) si procedeva lentamente alla ricostituzione dell'esercito, che gli avvenimenti del 1821 avevano praticamente ridotto alla sola Guardia Reale. Fra il 1826 e il 1827 cessò l'occupazione militare austriaca; e furono formati i quattro reggimenti svizzeri, che costituirono fino al 1859 un corpo scelto, ma che non contribuirono certo, per la manifesta ragione di diffidenza che ne aveva determinato l'arruolamento, ad elevare il prestigio delle truppe nazionali. Seguì la formazione dei due reggimenti siciliani, nei quali si riprodusse il vieto sistema della vendita dei gradi: ciò che permise, peraltro, una rapida carriera ad ufficiali d'altissimo merito, come Salvatore Pian eli. 3)
Ma un vero raggio di luce parve l'avvento al trono del giovane Ferdinando II, che si credeva animato d'intenzioni liberali, e che, appassionato, come ostentava, alle istituzioni militari, non nascondeva le sue simpatie per i reduci delle campagne napoleoniche, a quel tempo quasi tutti esclusi dall'Esercito per l'epurazione del 1821, che sembravano i più idonei, per la loro esperienza, a rinsanguare gli sparuti quadri. In quest'opera,: gli fu consigliere il ten. gen. Filangieri.4)
*) Raffaella De Marinis era figlia del barone Michelangelo De Marinis Stendardo di Ricigliano, e di Teresa Potenza, figlia a sua volta del Marchese Domenico Potenza di Cicciano, Luogotenente della Camera Reale (A. L.). I De Marinis discendevano da un Paganino Macini, ciambellano di Alfonso I d'Aragona e Castellano di Castel Nuovo in Napoli nel 1442 (albero genealogico fornitomi da mio cugino Umberto Mondio Land!, attualmente prefetto di Salerno). Gli Stendardo si dicevano discendenti dagli Estcndart de Beynes, venuti nel Regno di Napoli con Carlo I d'Angiò (E. G. LÉONARD, Les Angevins de Naples, Paris 1954, pp. 56 e 274).
2) Catasto provvisorio di Campagna, Salerno 17 marzo 1823 (A. L.). La proprietà complessiva risultava di oltre 175 tomoli di olivete, arbusto, seminatorio e querceto in località Paglietta e Ramandola in tcnimcnlo de. comune di Campagna (ma dal documento pare die vi fossero diritti d'altri coeredi): non sono in grado di ridurre l'antica misura locale in termini moderni.
*> BATTACMW, La fine d'un Esercito, dì., p. 59; v. anche G. DE Siro, Storia delle Due Sicilie, Trieste, 1868, voi. I, pp. 4849 (il quale assurdamente sostiene che i gradi, i quali potevano essere comprati anche per persone che non avevano ancora raggiunto il limito mìnimo d'età per l'arruolamento bambini in culla, come egli dice furo* no acquistati dalla setta : dimodoché sarebbero stati settari fin dalla prima infanzia Flores, Cataldo, Alessandro Nunziante, Ghio, od altri, citò nel 1860 erano generali!)-
*) BATTAGMIN, La fine d'un Esercito, du, pp. 63 sgg.; DE SIVO, Storia cit., T, pi: 54; all'influenza avuta dal gen, Filangieri accenna il D'ATALA, Vite cit., p. 233, il quale, ad es., attribuisce ad una segnalazione di quest'ultimo 11 richiamo in servizio