Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <181>
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fi generale Francesco Landi
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quagli ufficiali erano veramente devoti. Una delle difese più efficaci della politica borbonica negli anni 1848-49, fu scritta dal Blanch, 5> ufficiale cancellato dai ruoli nel 1821, mai riammesso in servizio, e deputato al Parlamento napoletano del 1848. Come osserva il Croce, quegli ufficiali potevano avere orientamenti liberali e costituzionali: ma erano antide­mocratici, e non erano unitari. Delusi dall'ideale unitario nel 1815, di­sgustati dalla demagogia che nel 1821 aveva dissolto la disciplina, dove­vano vedere negli eventi del 1848 molti fattori, ai quali istintivamente ripugnavano: e la manifesta simpatia dei liberali napoletani per la Si­cilia in rivolta, dove l'Esercito era stato impegnato con perdita di uomini e di prestigio, contribuiva non poco ad aggravare il dissenso.
D 25 aprile 1848, Francesco Landi era destinato quale capitano aiu­tante maggiore al 3 rgt. di linea Principe . Gli avvenimenti del 15 maggio '1848 ebbero gravi ripercussioni in Calabria,2) dove fu organizzata una vera e propria rivolta contro il Governo borbonico, diretta da tre Comitati insurrezionali: uno in Catanzaro (Marsico, Morelli e Francesco Stocco), uno in Cosenza (Raffaele Valentina, Domenico Mauro ed Eugenio De Riso) ed un terzo per la provincia di Reggio in S. Eufemia d'Aspro­monte (Casimiro De Lieto, Antonino Plutino, Stefano Romeo). Ai cala­bresi si aggiunse un piccolo corpo di spedizione siciliano, con alcuni pezzi d'artiglieria, cui era a capo il col. Ribotti, nizzardo, che assunse in Cosenza il comando di quelle forze, denominate Armata Oa-labro-sicula . A rafforzare le poche truppe del maresciallo di campo Palma, che trovavasi a Reggio, il Governo napoletano inviò un corpo di spedizione, comandato dal brigadiere Ferdinando Nunziante, composto dal 3 di linea, da un battaglione del 6 di linea, dal 6 battaglione cac­ciatori, e da quattro pezzi da montagna: in tutto circa 3000 uomini. Queste truppe sbarcarono a Pizzo il 5 giugno 1848, mentre altre due colonne, comandate rispettivamente dai' brigadieri Busacca e Lanza, oc­cupavano Lagonegro e Castrovillari.
3)'BLANCH* Scritti storici eit-., II, p. 355 sgg,
2) CUOCE, in BLANCH, Scrìtti storici .eit., T, XXII, e Saggio intorno, a un concetto, storiografico di, Luigi Blanch, ivi, IT. p. 417 sgg.
5) DE SIVO, Storia cfc, I. p. 303 sgg.; p. 255 sgg. Sai moti in Calabria v. anche V. *rsAi.i..i, Lotta e martirio dal -popolo calabrese (1847-48), Catanzaro, 1928; ed in par* tiro lare per il Comitato insurrezionale di S. Eufemia, N. TRIPODI, / fratelli Plutino nel Risorgimento italiano, Messina 1933, pp. 63 sgg. Quest'ultimo lavoro è staro desunto da documenti originali dcIFArcliìvio Plutino (presso il Museo civico di Reggio Cai.) riordinali dal TRIPODI con la mia collaborazione ; purtroppo tali atti, dopo il 1930, non furono messi a disposizione degli studiosi, per t quali potrebbero costituire una utilissima fonie d'informazione.