Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
anno
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1960
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pagina
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182
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Guido Landi
Gli insorti erano concentrati in parte a Cosenza, da dove, spingendosi verso sud, avevano posto il loro comando a Filadelfia: in parte sui piani della Corona, cioè nell'Aspromonte, a tergo di Bagnara. Il gen. Nunziante esitò piuttosto a lungo prima di risolversi ad una azione aggressiva: non gli sembrava d'avere forze sufficienti (ed ottenne infatti notevoli rinforzi: un battaglione di carabinieri, due battaglioni del 7 di linea, uno del S di linea, il 3 battaglione Cacciatori, due pezzi da campagna); e, a quanto pare, avendo in Calabria relazioni ed interessi, ed essendosi create non poche inimicizie per le repressioni di Reggio e di Gerace nel 1847, sperava di evitare, questa volta, di spargere sangue. Ma l'attesa fu vana, e fu anche sollecitato da Napoli ad agire senz'altro ritardo.
H 26 giugno 1848, egli mosse quindi da Pizzo, con due colonne: la principale,, comandata da lui stesso, si diresse verso l'Angitola; un'altra, comandata dal maggiore Grossi, con un battaglione del 6 di linea ed il 6 btg. Cacciatori, doveva prendere Filadelfia alle spalle; le due colonne dovevano riunirsi a Maida. H giorno successivo, gli insorti opposero al passaggio dell'Angitola una vivace resistenza; respinti, e perduta la loro artiglieria, fecero ancora testa ad Apostoliti, Curinga, Campolongo, favoriti dal terreno aspro e boscoso; e avrebbero potuto disimpegnarsi, se, ingannati da una momentanea superiorità, non fossero scesi a combattere in campo aperto, dove i Regi ne ebbero piena ragione. H successo sarebbe stato completo, se il magg. Grossi, ingannato da false notizie, non avesse ricondotto a Pizzo la propria colonna: il gen. Nunziante, giunto a Maida, ed attesolo invano, tornò anch'egli a Pizzo il 29 giugno, e pose il suo comando a Monteleone (oggi Yibo Valentia). Ma le forze insurrezionali erano ormai esaurite: perciò, il gen. Nunziante, rinunziando ad un altro piano d'attacco, che doveva dirigersi su Nicastro, marciò senz'altro verso Catanzaro, dove entrò il 9 luglio. Gli insorti, concentrati ancora a Tirìolo ed ai Piani della Corona, si dispersero; i capi trovarono in gran parte scampo nell'esilio; il corpo siciliano del Ri-botti riuscì ad imbarcarsi, ma fu catturato dalla fregata borbonica Stromboli , comandante Salazar.
Landi non partecipò invece alla spedizione in Sicilia, che, iniziata il 30 agosto 1848 sotto il comando del ten. gen. Carlo Filangieri, doveva riconquistare l'isola con tanto sanguinosa lotta. Dallo stato di servizio *> risulta soltanto che fece parte della spedizione nelle Calabrie in giugno e luglio 1848 : e l'onorificenza di cavaliere dell'Ordine di Francesco I, conferitagli il 31 agosto 1850, reca la motivazione per i servizi resi nelle
i) Scrittore cit. n nota ') p. 180.