Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <184>
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Guido Laudi
in. quel periodo. Pare che abbia avuto comandi di truppe a Napoli e sex dintorni, ed è tradizione familiare die fosse personalmente conosciuto e stimato dal He Ferdinando II: fu certamente prova di regio favore l'am­missione di due figli suoi Nicola e Francesco Saverio come guardie alfieri nelle Reali Guardie del Corpo a cavallo.,] È invece errata la notizia, riferita da Raffaele De Cesare2I in base ad un'informazione verbale di Domenico Callotti, già segretario particolare del prin­cipe di Castelcicala, secondo la quale Laudi aveva mantenuto l'or­dine per alcuni anni nella provincia di Teramo dove non aveva lasciato buon ricordo. Di questa pretesa lunga residenza a Teramo, non esiste nessuna traccia. D'altra parte, mantenere l'ordine indica una funzione di carattere permanente, che non può identificarsi con quella d'un uffi­ciale superiore, il cui reparto può essere adibito, saltuariamente, in ser­vizi d'ordine pubblico : tale funzione era propria dei Comandanti provin­ciali < delle Armi , dai quali dipendeva anche la gendarmeria, ma era carica d'ufficiale generale. 11 Laudi, cui si riferiva il Galloni che, estraneo all'ambiente militare, poteva facilmente confondere le perso­ne è il maresciallo di campo Salvatore Landi, di altra famiglia, che nel 1847 comandava la cittadella di Messina,4' e nel 1848-19, quale Comandante delle Armi della provincia di Teramo, ebbe incarico di guardare la frontiera verso lo Stato Pontificio contro eventuali incursioni dei repubblicani di Roma.s)
Notizie certe, sono che nel 1851 il maggiore Francesco Landi era giudicato dal Maresciallo di campo Lecca, Ispettore della Fanteria, come ufficiale superiore che serve con molto zelo e comanda lodevolmente il battaglione, progredendo nell'amministrazione, nella disciplina, nella te­nuta ed altro . 6> Nel 1856, era Tenente colonnello comandante del 9
-W La data d'ammissione di Nicola Landi nelle Guardie del Corpo (R. D. 18 maggio 1856) risulta dalla Matricola delle R. Guardie de! Corpo a cavallo, voi. II, L 385, esistente nell'Arra, di Stato di Napoli, Scz. militare (A. L.ì. Francesco Saverio, nato quattro anni prima potrebbe essere stato ammesso in epoca anteriore: ma non risulta la data.
s) DB CESARE, La fine d'un Ragno, cit, TI, p. 259.
*). DE CESARE, La fine d'un Regno, cit., I, p. 186. Il BATTACI.INI, La fine d'un Esercito, cit., p. 118, riporta un saggio dei questionari sullo spirito pubblico della provincia, elle i romundunti dello Armi dovevano trasmettere periodicamente al Co* mando generale (Napoli o Palermo) dal quale dipendevano.
4) De Sera, Stòria àtk P- 91.
s) E. LOEVINSON, G. Garibaldi e la ma legione nello Stato Romano, Roma 1904, voi. I, p. 124; v. anche voi. Ili, p. 42.
6) Scritture cit. a nota U p. 180. Il gcn. Lerci era particolarmente in favore di Feo dinando II ; fu promosso lenente generalo nel 1855 (DB CESARE, La fine d'un Regno cit., I, p. 195 e II, p. 295). Nella carico d'Ispettore della Fanterìa gli successe