Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <187>
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TI generale Francesco Lattài
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Simo e remoto, ed aveva caratteri del tatto peculiari, perchè l'atteggia­mento dei siciliani verso la monarchia borbonica non era quello soltanto d'un popolo scontento del proprio Governo, ma piuttosto quello d'un po­polo intollerante d'una dominazione straniera. Niente forse dimostra meglio il fascino che esercitò sugli spiriti, in quell'anno decisivo, l'idea dell'Italia una, quanto la rapidità con coi fu possibile guadagnare alla causa unitaria una popolazione, che era bensì antiborbonica, ma nella quale solo una minoranza s'elevava al di sopra d'un particolarismo piut­tosto ristretto ed astioso.1}
La guerra del Vespro, che l'Amari aveva narrato come prefigurazione del movimento del 1848,z) non era stato un fenomeno di separatismo ; ma piuttosto un moto rivolto a sostituire una nuova dinastia nell'unico Regno della Sicilia di qua e di là del Faro, che aveva avuto radice nel­l'isola, dove più vivo era il ricordo della Casa Sveva, e forte l'ostilità alla nuova dinastia angioina. Pietro d'Aragona aveva infatti da principio tentato di portare la guerra sul continente, e Federico IH a malincuore s'era rassegnato a limitare le sue pretese al Regno insulare di Trinacria . La separazione ne era stata però il risultato imprevisto e nefasto: e le popolazioni dell'isola e del continente, costrette, allora e poi, a fronteg­giarsi in lunghe guerre fra i loro diversi sovrani, persero il sentimento del­l'originaria unità, e si considerarono estranee e nemiche.
La separazione dei due Regni divenne, si può dire, un canone del diritto pubblico europeo : tanto che, quando pure Sicilia e Napoli furono riunite sotto un unico Sovrano, lo furono a titolo di mera unione perso­nale: così sotto Alfonso d'Aragona (1442-1458), sotto la Corona di Spagna (1504-1713), sotto quella d'Austria (1718-1738), sotto Carlo e Ferdinando di Borbone (dal 1738). In tal modo la Sicilia, quando pure non era che modesto satellite d'un astro remoto, s'illudeva d'essere un Regno indipen­dente e sovrano.*'
I due soggiorni di Ferdinando IV in Sicilia (1798-1800 e 1806-1816) peggiorarono la situazione: non tanto il primo, nel quale anzi la Sicilia abbondò in manifestazioni di lealismo,4) ed il Re trovò fra i sudditi sici­liani taluni dei suoi più efficaci strumenti nella successiva persecuzione
i) Vedi F. DE STEFANO, Storia della Sicilia, Bari 1948, p. 387 sgg.; P. ALATI, Lotte politiche in Sicilia natio il Governo della Destra, Turino 1954, p. 22 sgg.; D. MACK SMITH, Garibaldi e Cavour nel 1860, tmd. it. Torino 1958, p. 19 sgg.
2) Jf. AMARI, La guerra del Vespro siciliano, Prefazione (ho presente le 5* eà Torino, 1852). Di recente, v. LÉONARD, Le Angeuins de Naples, eh., p. 137 egg.
3} Cfr. N. PALMIERI. Saggio storico e politico sulla costituzione del Regno di Cicilia tosino al lillà, Losanna 1847, p. 67 sgg.
*) DE STEFANO, Storia citi, p, 316 sgg.