Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
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Guido Landi
non soltanto il più grave elemento di crisi della monarchia borbonica, ma anche nn vero e proprio impedimento ad una evoluzione del Regno in senso liberale e costituzionale; ostile alla dinastia, riuscì tuttavia a screditare, nel 1848, i liberali di Napoli, ad aggravare il dissenso col Regno di Sardegna, a fornire a Ferdinando II una facile giustificazione per il ritiro delle truppe dalla guerra d'indipendenza.
È merito di pochi uomini politici, e ricordiamo Francesco Crispi e Giuseppe La Farina, per quanto sì diversi nelle opinioni e nel metodo, se verso il 1860 la situazione s'era tanto evoluta, da potere trasformare la Sicilia in un centro motore dell'unificazione nazionale. Non ha per noi importanza stabilire, se a quell'epoca fossero ancora più diffuse le tendenze separatistiche , alle quali era più o meno informato, sia pure nel quadro del federalismo neo-guelfo, il .movimento del 1848; o se fosse più efficace la propaganda unitaria, nell'una o l'altra delle due forme, quella monarchico-liberale, d'ispirazione cavouriana, che faceva capo al La Farina, o quella repubblicana, d'ispirazione mazziniana, che era ancora rappresentata da Crispi. *) Qualunque di queste tendenze otteneva successo, quando fosse prospettata nel fattore comune, dell'avversione al Governo di Napoli: dimodoché si può discutere se le masse popolari, profondamente incolte, intendessero o meno, in qual senso, fino a qual punto, i principi d'unità e di libertà nazionale, ma ciò non toglie che in Sicilia tutto il popolo fosse sostanzialmente predisposto ad una rivoluzione; e quando il movimento fu iniziato, fu veramente moto popolare.
Le autorità borboniche si trovavano pertanto come isolate in paese nemico, più autorità d'occupazione che rappresentanti d'un Governo na--zionale. È agevole intendere come ciò dovesse influire sul loro morale, tanto più da che, venuto a morte Ferdinando II, e mancata, nel pieno della crisi del 1859, la mano ferrea che sorreggeva da tanti anni le sorti dello Stato, il regno di Francesco H, sovrano debole, inesperto e di modesto prestigio si annunciava tra perplessità, pericoli, contraddizioni. Gli ultimi tempi del Governo borbonico in Sicilia si risolsero perciò, nella massima parte, in una pesante azione di polizia preventiva e repressiva, che accrebbe l'avversione dei sudditi, senza aumentare la forza del regime* Dal 4 aprile 1860 il giorno del moto della Gancia è un succedersi d'azioni di bande armate, specie attorno a Palermo (ne era principale animatore Rosolino Pilo) che, se pur non ebbero in alcun luogo risultati decisivi, tuttavia, col loro disperdersi e riapparire, col loro impegnarsi e ritirarsi, assistite dal favore, o almeno dal silenzio della popolazione,
i) V. le ricerche recenti di MACK SMITH, op. cìt.