Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
anno
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1960
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pagina
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191
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// generale Francesco Landi
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contribuirono a creare, nelle autorità di governo e nelle forze militari e dì polizia che le fronteggiavano, uno stato d'orgasmo, d'allarme, di stari-chezza, che doveva più tardi dare i suoi frutti.1'
7. L'aggravarsi della situazione siciliana rendeva sempre più indispensabile il concorso dell'esercito: per il momento a mantenere l'ordine pubblico, ma non si escludeva ormai nemmeno una possibile azione di guerra, di forze volontarie o di regolari piemontesi, contro le coste dell'Isola. 2) L'esercito napoletano divenne ben presto uno dei protagonisti della vicenda.
Di questo esercito, in un primo tempo apprezzato e temuto più che non meritasse, e di poi spregiato più del giusto, si è scritto molto: non staremo a ripetere informazioni sul reclutamento, sull'ordinamento, sulla consistenza degli effettivi, sull'armamento, che sono ormai note.8) Ricorderemo soltanto, che nella primavera del 1860 circa 25 mila uomini erano concentrati in Sicilia, dei quali la maggior parte in Palermo e dintorni. Tutte le truppe dipendevano dal Luogotenente, che rivestiva anche la carica di Comandante in capo delle Armi e della Stazione navale Oltre il Faro, ten. gen. Paolo Ruffo, principe di Castelcicala, che aveva come Capo di Stato maggiore il niagg. Vincenzo Polizzy. Quasi tutte le truppe erano nazionali, ad eccezione di tre battaglioni di Carabinieri esteri, che avevano sostituito gli Svizzeri, soppressi l'anno precedente dopo la loro rivolta. Vi erano in Sicilia undici ufficiali generali (un maresciallo di campo e 10 brigadieri) : *) ma l'esercito aveva un ordinamento a base territoriale, e brigate e divisioni si formavano soltanto quando le truppe dovevano operare, s> dimodoché i generali si trovavano spesso a dovere comandare unità improvvisate composte di reparti da loro non ben conosciuti, e non tanto affiatati da potere cooperare efficacemente.
1) Impressioni e ricordi diretti di contemporanei in Documenti e memorie della riv. sic, Bit. Sulla importanza dell'atteggiamento e dell'opera dei siciliani v. di recente NL KODOLICO, Dal 27 al 29 maggio 1860. Le tre giornate di Palermo, in II Tempo, Roma, 6 maggio I960.
2) Non mi pare verosimile, che vi fosso altresì il timore d'una azione militare inglese: la notizia è riferita solo da 0. BAKATIEIU, Culata funi, in Nuova Antologia, 1884 (Strane voci correvano a Palermo: fra lo altre si vuole che qualcuno nel partire
sussurrasse alle orecchio del gen. Laudi che egli avrebbe avuto sulle braccia pure gli inglesi... ); ma non è detto donde sia stata desunta*
3) BATTAGI.INI, La fine d'un Esercito, eh., .p. 161 sgg.
4) ACRATJ, / Mille, cit., p. 575.
5) DE CESARE, La fine d'un Regno, alt., I, p. 186; BATTACMNI, La fine d'un Eser* cito, éìt, p. 165.