Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
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1960
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Guido Luridi
Qualche considerazione ci sarà invece permessa sulle condizioni morali e politiche dell'esercito, che tanto più di quelle militari influirono sul suo rapido crollo.
Si disse da contemporanei, che all'esercito napoletano faceva difetto lo spirito di corpo : noi diremmo piuttosto, che vi mancava quella spe* ciale tradizione,2) che consiste nella piena dedizione ad un certo principio, il quale, in un'epoca in cui non era generalmente diffuso il sentimento di nazione, non poteva essere che un principio dinastico: tanto profondo invece, per diversità di vicende, nell'esercito piemontese, al quale .permise di trasformarsi, senza soluzione alcuna di continuità, da Armata Sarda in esercito italiano. L'esercito napoletano, dal 1738 in poi, subendo il contraccolpo delle vicende politiche, aveva appunto proceduto attraverso una serie di fratture violente, che avevano impedito il formarsi d'una antica e costante tradizione: quando si parla dei 128 anni della dinastia borbonica, ai dimentica che quella Casa, in realtà, regnava ininterrottamente nelle due parti del Regno da soli 44 anni meno della vita d'un uomo e che in questo periodo si inserivano le crisi del 1820 e del 1848.
H primo esercito borbonico, nato sotto i brillanti auspici della battaglia di Velletri, s'era dissolto due volte: nel 1798 e nel 1806, impegnato imprudentemente in guerre, per le quali mancavano le forze e la preparazione; per colpa principale della politica dinastica, ed assai meno dei militari, che in non poche occasioni avevano saputo compiere bene il proprio dovere (si ricordino nel 1794-96 i reggimenti di cavalleria napoletana i diavoli bianchi che parteciparono così brillantemente alla guerra in Lombardia; nel 1798 la marcia del gen. Damas da Roma ad Orbetello e la difesa di Capua; nel 1806 la difesa d'Amantea, di Ci vi tei la del Tronto e di Gaeta). Dal 1806 al 1815, dal vecchio tronco si formarono due eserciti, guerreggiasti in campi diversi: quello che fu prima di Giuseppe Bonaparte e poi di Gioacchino Murat nel continente, quello di Ferdinando IV in Sicilia. Si riunirono nel 1816 : e giustamente fu censurato il giudizio del Colletta,3' ove dice che l'esercito napoletano fu riformato da generali di un esercito non mai guerriero... e di un altro mai sempre vinto . L'esercito di Murat, unito alle armate napoleo-
i) BLANCH. Scritti storici, cit., II, p. 223; S. SPAVENTA, Dal 1848 al 1861, lettere scrini documenti pubbl. da B. Croce, 2" ed., Bari, 1923. p. 751.
2) Cfr. H ATTAGLI NI, La fina d'un Esercito, cit, p. 63.
*> COLLUTTA, Storia cit., IH. p. 28, e nota di CORTESE. Varie notìzie sulle azioni di guerra coi parteciparono tra il 1806: e i] 1815 elementi dell'esercito siciliano possono desumersi dal D'ATALA, Vite cit.