Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
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1960
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Guido Laudi
capitano generale austriaco, il Macie, che diede cosi meschina prova: se nel 1816 s'era volnto a riorganizzare l'esercito un altro austriaco il Nugent,]) che non riuscì ad eliminare i contrasti tra siciliani e murai fisti; si giunse nel 1821 a sostituire l'esercito nazionale con un corpo d'occupazione austriaco, e, qualche anno dopo, a costituire quei reggi menti svizzeri, che, per quanto buoni e fedeli, furono causa di perpetuo malcontento degli ufficiali napoletani,2) e conclusero la loro esistenza con una rivolta sanguinosa, che mise quasi in pericolo la famiglia reale,3) In definitiva, l'esercito napoletano del 1860 era quello, che Ferdinando II aveva ricostituito nei primi anni del suo Regno, cioè poco più di trentanni prima, riammettendovi la maggior parte degli epurati del 1820. H che aveva riguadagnato alla causa borbonica ufficiali valorosi ed esperti, ma aveva aggravato uno dei mali, dei quali l'esercito napoletano tradizionalmente soffriva : l'invecchiamento dei quadri, 4) reso ancor più sensibile da un indirizzo amministrativo, che, per economia di bilancio, conduceva ad utilizzare il personale (quello civile, del resto, quanto quello
i) Giudizio obiettivo in BLANCH, Scritti storici cit., H, p. 62 sgg.
3) Vedi ancora un episodio, relativo al comportamento di queste truppe verso i superiori napoletani, accaduto negli ultimi giorni dell'assedio di Gaeta, in T. BAT-TACLINI, H crollo militare del Regno delle Due Sicilie, Modena 1939, voi. H. p. 38 sgg.
3) DE CESARE, La fine d'un Regnò, cit., II, p. 17 sgg.; BATTAGLISI, La fine d'un Esercito, cit., p. 131 sgg. Dopo lo scioglimento dei reggimenti svizzeri, furono costituiti i battaglioni esteri, nei quali furono ammessi elementi di varie nazionalità, e che sono spesso indicati dagli scrittori garibaldini col nome di bavaresi , Sulle truppe svizzere al servizio di Napoli v. anche L. MAZZTJCCHETTI e A. LOHNER, L'Italia e la Svizzera, relazioni culturali nel 700 e nett'800, Milano 1943, p. 351 sgg.
*) Nel 1860, secondo il DE SITO, Storia, cil., IL, p. 14, nell'Arma di fanteria i 168 capitani dei reggimenti di linea facevano quasi diecimila anni d'età, cioè ciascuno aveva intorno a sessan L'anni . Del resto quale fosse il ritmo della carriera, e quanto elevati i limili d'eia, si può desumere dal seguente raffronto. H geo, Landi era etato promosso al grado di maggiore a 56 anni, a quello di colonnello a 65, a quello di brigadiere a 67. Pur tenuto conto che a quell'epoca i limili d'età erano più elevati in tutti gli eserciti, oggi, nell'esercito italiano, i maggiori ed i colonnelli di fanteria cessano rispettivamente dal servizio permanente a 52 e 56 anni, i generali di brigata a 58 anni. Un anonimo testimone oculare, probabilmente inglese, die assistette all'imbarco delle truppe napoletane a Palermo nel giugno 1860 (in Documenti e memorie della rlv. sic, ciL, p, 362) dice di ceserò rimasto meravigliato nel vedere come tutti gli ufficiali, anche subalterni, fossero cosi vecchi. Un capitano senza capelli grigi era una vera eccezione. E vero che le carriere erano molto disuguali: Salvatore PìnnelJ, ad es., che aveva acquistato il grado di capitano nel 1827 nei reggimenti siciliani, era brigadiere generale a 41 anni (CI. I,1EWAHMI'A SANO!, // gen. Salvatore Pianeti, Milano 1938). La disparità era sensibile anche tra le diverse Acmi; Antonio Landi. figlio del generate* era stato nominato capitano d'artiglieria a 28 anni.