Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <195>
immagine non disponibile

Il generale Francesco Laudi 195
militare) fino agli estremi limiti del suo rendimento. In verità, Ferdi­nando IX l'unico sovrano borbonico, dopo Carlo, ebe avesse qualità di nomo di Governo aveva saputo ispirare, malgrado i suoi innegabili difetti, sentimenti di devozione e perfino d'affezione, e l'esercito finché era vissuto, si era dimostrato uno strumento efficiente. Il re Ferdinando aveva accordato la maggiore fiducia agli antichi murattisti (quali il leu. gen. Filangieri ed il ten. gen. principe d'Ischitella), 3J ed aveva curato molto i contatti personali con gli ufficiali. Era diminuito viceversa col tempo il numero e l'influenza dei vecchi siciliani , e l'esercito si era accresciuto d'ufficiali giovani, formati nell'ottima scuola militare della Nunziatella, che avrebbero potuto in avvenire formare dei quadri di primo ordine. Questi ultimi, peraltro, più colti, e quindi aperti ad idee di libertà e di unità nazionale, erano più facilmente portati a dis­sentire dall'indirizzo politico del Governo.s)
Gli avvenimenti del 1848-49 non incisero, in sostanza, sull'efficienza delle truppe (sebbene certi atteggiamenti del Comando di Palermo nei primi mesi del 1848 sembrino in parte prefigurare la situazione del 1860) 4) ma non furono privi d'influenza sul morale. Sotto il profilo dell'interesse dinastico, o della conservazione dell'antica formazione politica delle Due Sicilie, si può riconoscere, col Blanch, 5) che la riluttanza di Ferdinando H a partecipare alla guerra d'indipendenza non era priva di giustificazione. Non ci si associa ad una guerra lontana contro un nemico potente senza un trattato d'alleanza, senza garanzie, senza prospettive di vantaggi: che, anzi, v'era la prospettiva opposta, della definitiva perdita della Sicilia. Ma d'altra parte non si inviano al fronte delle truppe sotto un comandante nel quale il Re dimostra quasi pubblicamente di non avere fiducia; *) non si fa comprendere più o meno velatamente ai generali che è prefe­ribile si astengano da manifestazioni di zelo guerriero; 7) non si imparti­scono, quando già le truppe sono sulla linea del fuoco, ordini che creano
i) Il gen. Massimo Selvaggi restò in servìzio fin oltre 80 anni (DB CESARE, La fine d'un Regno ÌL, I, p. 184). Dal Quadro delle Forze regie in Sicilia, pubblicato dal-I*AcBATV? Mille, eit.., p, 575, risulta che i ten. generali Ruffo di Caatclcicala e Lanzu avevano rispettivamente 71 e 73 anni; il brig. Alan de Ri vera 76 anni; il brig. Salzano 70 anni, il brig. Fiorenza 69 anni. II generale più giovane era il brigadiere Wittembacb (svizzero), di SO anni.
*) FERRASELI.!, Memorie eh., pp. 253 sgg., 263 sgg.
J) Gir. SPAVENTA, Dal 1848 al 1861, cìt., p. 154 sgg.
*1 BATTAGLIMI, La fine d'un Esercito, ci p. 74 sgg.
o) BLANCH, Scritti storici, eh., TI, p. 363.
*) BATTACLINI, La fine d'un Esercito cit, p. 82 sgg.
?) BATTAGLINE La fine d'un Esercito cit., p. 83.