Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <196>
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Guido Laudi
un conflitto tra il dovere d'obbedienza e il sentimento dell'onore militare. Si rinnovò in sostanza la politica tortuosa del 1821, che costringeva il militare ad accertare quali riserve mentali non nascondesse per avven­tura l'ordine ricevuto : con la conseguenza che la brillante partecipazione dei reparti regolari a taluni episodi della campagna (il 10 rgt. di linea, col. Rodriguez, a Goito) fu pressocchè dimenticata,1* e le truppe napo­letane parvero abbandonare la causa italiana nel momento del pericolo,2) mentre non pochi ufficiali furono spinti dal sentimento patriottico ad abbandonare le bandiere e recarsi a Venezia, dove è ben noto quanto si distinsero in quell'eroica difesa. Un altro fattore negativo fu dato dalla campagna del 1849 nello Stato pontificio. È ormai accertato, che il corpo di spedizione, comandato personalmente da Ferdinando II, fu sorpreso dalla tregua conclusa- dai Francesi senza consultarlo, ed aveva già iniziato volontariamente la ritirata, di guisa che la battaglia di Velletri (19 mag­gio 1849) fu combattuta dalle truppe napoletane con Punico fine di disim­pegnarsi dall'attacco di sorpresa di Garibaldi, e di continuare il movi­mento predisposto.3) Ma l'impressione che ne riportò l'opinione pubblica fu ugualmente negativa, e grandi gli sviluppi che potè darvi negli anni successivi la propaganda liberale. 4> È vero, infine, che la campagna di Si­cilia del 1848-49 contiene episodi che potrebbero onorare qualunque eser­cito per abilità di comando e valore di uomini: 5) ma il prestigio d'un esercito non si può fondare su una guerra civile, nella quale del resto gran parte dell'opinione europea era schierata pei siciliani, dimodoché ai ricordarono piuttosto gli eccessi, 6> che non sono mai estranei a tali deprecabili conflitti.
*) BATTAGLIAI, La fine d'un Esercito, eit p. 89 sgg.; v. anche DE SUO. Storia cit., I, p. 212. Il comandante del 10 di linea, colonnello Rodriguez, fu decorato dal Re Carlo Alberto della croce maurizinna; rientrato nel Regno fu promosso generale e destinato al Comando delle Armi della provincia di Siracusa (DE CESARE. La fine di un Regno, eh., I, p. 183).
2) L'ostilità popolare che segui le truppe napoletane nel loro ritirarsi dalla Lombardia è ben rilevata dal DE Srvo, Storia cit. L pp. 218 e 222.
3) DB SITO, Storia cit., I, p. 328 sgg.; v. anche LOEVINSON, Garibaldi e la sua Legio­ne, cife, II, p. 171 sgg.; A. TOSTI, La campagna del 1849, nel voi. Garibaldi condottiero a cura dell'Ufficio storico del Min. della Guerra, Roma 1932, p. 100 sgg.; PISACANE, Guerra combattuta in Italia, cit. p. 244 sgg.
4) BATTAGLI*!!, La Jine d'un Esercito, ciu, p. 99 sgg.: ed è tale in sostanza anche il giudizio del DE SITO, Storia cit., I, p. 333.
J Si ricordino p. e., le ondaci azioni del capo S. Alessio li, e quella di Taormina volta dal 1" htg. cacciatori comandato da Salvatore Piane!! (il gen. Filangieri ebbe perciò il tìtolo di duca di Taormina): DK SITO, Storia di.. T, p. 307 sgg,; FETTABAPPA SANDBI, op. cit., p. 16 sgg.
6) DE Srvo. Storia cit.. I, p. 313.