Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
anno
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1960
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pagina
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197
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// generale Francesca Laudi 197
In sostanza, Ferdinando II, convinto che una politica d'isolamento
10 avrebbe mantenuto estraneo ad ogni conflitto internazionale, finì per considerare l'esercito uno strumento per mantenere l'ordine pubblico interno, e. se ne curò indubbiamente la forza materiale, commise errori gravissimi dal punto di vista morale, preoccupato come era, soprattutto, d'ottenere dai capi militari una docile obbedienza alle direttive del Governo. E ciò influì non poco a determinare quella mancanza d'iniziativa e quel timore della responsabilità, che costituì nel 1860-61 la fondamentale qualità negativa dei comandanti militari borbonici. Si verificò peraltro come osserva Silvio Spaventa *> in una acuta indagine sulle condizioni dell'esercito napoletano un fenomeno che il Re non aveva certamente preveduto. I capi dell'esercito in un primo tempo preoccupati soprattutto di certi atteggiamenti e di certi sviluppi del movimento liberale erano stati il più efficace sostegno della reazione. Qualche anno dopo, molti di essi dimostrarono chiaramente di non gradire una funzione prevalentemente poliziesca, che imponeva atteggiamenti in contrasto col carattere militare. È difficile dire se vi fosse in ciò la percezione più o meno cosciente di esigenze politiche nuove, o soltanto la ripugnanza a sostenere una parte impopolare, che poteva isolare l'esercito e renderlo inviso alla cittadinanza.
11 pensiero politico degli uomini che collaboravano tra il 1848 ed il 1860 col Governo borbonico non pare sia stato sin ora bene chiarito; ma è certo che anche in un governo assoluto si formano correnti di idee, quando pure non riescano ad apparire in superficie; e sarebbe interessante stabilire se quegli atti di alti funzionari o di alti ufficiaii che scrittori borbonici come il De Sivo denunciano tanto spesso come collusioni settarie fossero semplici fenomeni d'incapacità o di opportunismo, o non rispondessero ad una aspirazione, sia pure disorganica, ad uno svolgimento delle istituzioni in senso liberale. È ben noto, comunque, quanto il gen. Filangieri, nominato Luogotenente dopo la riconquista della Sicilia, si fosse adoperato per pacificare il paese e per fargli godere i benefici d'un'illuminata amministrazione civile.2' I Consigli di guerra si dimostrarono spesso, nei giudizi politici, più umani e clementi dei giudici ordinari. Alcuni Comandanti delle Armi vennero in conflitto con gli Intendenti. Le Calabrie dice lo Spaventa 3> ricordano oggi (1854) con lode l'umanità e la lealtà del gen. Nunziante, caduto quasi in disgrazia del He per difenderle contro i furori della reazione .
0 SPAVENTA, Dal 1848 al 1861* MI., p. 150 sgg. s) DE CESARE, La fine d'un Regno, cit. I, p. 1 gg. 35: SPAVENTA. Dal 1848 al 1861, Alte p. 153.