Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <199>
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Il generale Francesco Laudi 199
8. Pare certo, che sebbene si fosse talvolta ventilata l'ipotesi d'uno sbarco, il Comando delle Armi Oltre il Faro non aveva predisposto, fino al maggio 1860, nessun vero e proprio piano d'operazioni. Il sistema se­guito era puramente di polizia militare: si inviavano, dove era segnalata la presenza di bande armate, colonne mobili , composte volta per volta con reparti di varia forza e qualità, che, esaurita una missione locale, rientravano a Palermo. ') I successi che si potevano conseguire, diretta" mente con la dispersione di bande, o indirettamente attraverso il disarmo e l'intimidazione, erano bilanciati da una 6erie d'inconvenienti. Le truppe avevano la sensazione di trovarsi in paese nemico ed in piena rivolta, si affaticavano in marce difficili, subivano perdite in fatti d'armi di modesta entità ma spesso accaniti. La popolazione a sua volta era vessata dal con­tinuo passaggio di truppe, per gli inevitabili guasti alle proprietà, e per la necessità in cui si trovavano i Comuni di dovere fornire alloggi, viveri e foraggi. È ben noto che mentre gli insorti trovavano nella popolazione assistenza attiva e completa omertà, le truppe non potevano contare che sulla collaborazione, spesso fredda e svogliata, delle autorità locali.
Il 5 maggio 1860, la spedizione dei Mille salpava da Quarto. Negli stessi giorni, una delle solite colonne mobili , quella del brig. Letizia col 1 battaglione del Reggimento Carabinieri a piedi, aveva eseguito il disarmo in vari centri della Provincia di Trapani, compresa Marsala : 2ì ma ne era stata richiamata, e s'era trasferita per mare a Castellammare del Golfo, poi ad Agrigento, probabilmente per una iniziale mancanza di coordinazione fra il Comando in capo (gen. Castelcicala) ed il Comando
l) BATTAGLIMI, La fine d'un Esercito, Hi., p. 187.
s) BATTACLINI, La fine d'un Esercito, eh., p. 184. Secondo il Diario del Cupo di S. M. Polizzy (in appendice a BATTACLINI, II crollo militare ecc., eh., p. 189 sgg.) la colonna Letizia era stata a Trapani il 23 aprile, a Marsala il 27, e di là si era recata ad Alcamo, donde il 7 maggio ebbe ordine di muovere per Castellammare del Golfo, il giorno dopo, cioè, dì quello, in cai il gen. Laudi partiva da Palermo per Alcamo. L'ACRATI, 1 Mille, eh., p. 220, ali orchi: addebita al gen. Laudi d'avere creato la leggenda della presenza di truppe borboniche a Marsala poco prima dello sbarco garibaldino, ha presente un lesto della relazione un po' difforme da quello da me posseduto (v. in appendice) ma che tuttavia non, autorizza la sua interpretazione, se si intende, non già che il 6 maggio la colonna Letizia fosse a Marsala, ma che il giorno stesso le fosse giunto l'ordine di unirsi con la colonna Luridi a Calatafìmi: di tale ordine, in data 5 maggio, è infatti menzione nel citato Diario, p. 180.11 testo da noi pubblicato contiene invece Paffermazione che IH colonna Letizia aveva lasciato Marsala due giorni prima dello sbarco (Hoc il 9 maggio). In tale giorno, invece, a dotta colonna (Diario eit, p. 190), già sbarcata nei pressi di Agrigento, si inviava l'ordine di rientrare a Palermo. II che, peraltro, conferma la completa mancanza di coordinamento nei movi* nienti disposti allora dai Comandi borbonici.