Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <200>
immagine non disponibile

200 Girato Lattài
della Piazza di Palermo (gen. Sa beano).*) Dimodoché, mentre qneste truppe lasciavano la provincia di Trapani (e lo sbarco garibaldino potè appunto compiersi senza incontrare a terra nessuna difesa), giungeva a Palermo la notizia di nuovi concentramenti d'insorti nello stesso terri­torio. Il Comando in capo decise quindi d'inviare verso Partinico ed Alcamo un'altra colonna mobile: si discusse se affidarne il comando al gen. Landi o al colonnello svizzero Yon Medie], che sembravano fra tutti i più adatti; sembra che la scelta di Landi sia stata sostenuta dal Capo di S. M. Polizzy, forse anche perchè appariva sempre più inopportuno affidare onesti servizi ad ufficiali e truppe non nazionali.2*
La colonna, che parti da Palermo alle 7 di mattina del 6 maggio, aveva una forza esigua: quattro compagnie del Reggimento Carabinieri a piedi, metà della batteria dà montagna n. 14 (quattro obici) ed uno squadrone di Cacciatori a cavallo.3) Al momento della partenza, il ge­nerale, che non aveva un aiutante di campo, chiamò a tale incarico il ten, Paolillo dei Cacciatori a cavallo. Egli si lamentò poi che non gli fosse stato assegnato un ufficiale di Stato maggiore, e che la colonna non fosse stata dotata d'una ambulanza. In effetti, se la colonna, come apparve in seguito, doveva costituire, nelle intenzioni del Comando in capo, sol­tanto il primo nucleo d'una formazione più importante che, integrata con altre truppe, doveva svolgere una missione d'una certa complessità, pare'evidente quanta poca cura si fosse posta nella sua organizzazione. Ma la preoccupazione del Comando era quella d'allontanare da Palermo il minor numero di uomini e di mezzi (e si vide poi quanto tale concetto sortisse a risultati negativi); non si diedero nemmeno al gen. Landi delle istruzioni chiare sul compito che gli era affidato e sulle situazioni che avrebbe dovuto eventualmente fronteggiare; 4) ne del resto il Comando in capo era in possesso d'informazioni precise. Ne derivò, qualche giorno dopo, che Garibaldi non trovò una organizzazione difensiva predisposta
) DE CESARE, La fine d'un Regno, cifc, H, p. 231.
,2): DE SIVO, Storia ciu II, p. 5fo DE CESAJIE, La fine d'un Regno, crii., p. 230: III eoi. Polizzy non sfugge, da parte del DE SITO, Storia cit., p. 55, ad una sia pure un po' velata accusa di tradimento: e ri noti, tuttavia, che il Polizzy, promosso più tardi brigadiere, fu uno dei generali che tennero comando di troppo a Gaeta (P. QUAN­DO Giornale delta Difesa di Gaeta, Roma, 1863, p. V)..
3) I dati dolln relazione Landi sono confermati dal diario Polizzy cit... p. 190 (è sicuramente un errore di trascrizione, quello per cui si cita il 2 big. Cacciatori in luogo del 2 Big, Carabinieri) e dalla Cronaca degli avvenimenti di Sicilia da aprile Utftft a mano 1861, Italia 1863, p. 4.
*) DE CESARE, La fine d'un Regno, cit,, II, p. 231.