Rassegna storica del Risorgimento
STORIA MILITARE
anno
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1960
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pagina
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Storia militare
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un'aspra battaglia ma questa, per fortuna, incruenta fra le scuole: e in tal modo si va ben oltre le vedute romantiche del generale prussiano e 61 propone il problema della legittimità della guerra e non solo della guerra giusta , ossia condotta per una giusta causa, ma della guerra come sistema di soluzione delle controversie; a questo proposito giova notare che in una sua rassegna sulla storia del. militarismo tedesco XJ il Pieri analizza l'opera di Gerhard Ritter, Staatskunsl ami Kriegshandtaerk. Das Problem des Militari' smus in Deutschland (Mùnchen, 1954), riesaminando criticamente il predominio del professionismo militare nella vita dello Stato tedesco, fenomeno che si è particolarmente accentuato dopo il 1871 e che si prospetta come una vera C propria malattia sociale.
Non. indulgendo alle interpretazioni di tipo estremistico, come, da un lato, quella del Bùlcw, tendenzialmente materialistica, per la quale l'oggetto delle operazioni non è tanto l'esercito nemico quanto i magazzini che lo alimentano e, da un. altro lato, l'opinione idealistica del Clausewitz, per cui la guerra si vince in virtù del genio militare, con l'assioma che ciò che il genio crea ha sempre valore e alla critica non resta che chiarire perchè è cosi, il Pieri si mantiene in una linea intermedia con l'esatta enunciazione del problema politico in connessióne con quello militare, specialmente quando asserisce che, ai fini della vittoria, è importante ottenere nnove alleanze, ossia nuovi aiuti militari, l'apertura di altri fronti, minare lo spirito pubblico del paese avverso, esaurirne le risorse economiche; ma il legame tra politica e guerra si avrà più che mai vivo anche nella strategia annientatrice: nel valutare una vittoria e una sconfitta entra in campo, accanto all'elemento militare, anche quello propriamente politico; o meglio la valutazione d'una vittoria o d'una sconfitta sì traduce in fenomeno politico: una pace, una rivoluzione, un passaggio al campo avversario .2> Seguendo il Clausewitz, riconosciuto come il maggior teorico militare dell'età contemporanea, il Pieri, in Guerra e politica* mette in luce gli aspetti più idealistici e morali della teoria politica della guerra, senza, però, mai dunenticare che questi devono essere accompagnati dalla considerazione delle adeguate risorse materiali e senza mai abbandonare il rigore scientifico ohe forse è la principale caratteristica del suo metodo storiografico:
X,a guerra infatti è scienza morale e come tale non può fissar leggi, ma al più il fondamento dei principi e le tendenze dello spirito umano: non più di questo. Che in realtà oltre alle condizioni generali delio spirito di un esercito e del paese che deve sorreggerlo ci sono un'infinità di fatti contingenti, in alto e in basso, dovuti sostanzialmente alle condizioni dello spirito in dati momenti: prostrazione ed euforia, fiducia e sfiducia, fanatismo e collasso morale, abnegazione ed egoismo e poi maggiore o minore valutazione della minaccia avversaria, dell'intimidazione strategica; l'efficacia di una mossa sul fianco o alle spalle, specialmente in strategia, può variare grandemente secondo l'impressionabilità o la calma del Comando; e alle diverse condizioni di spirito si legano strettamente la rapidità e l'energia della reazione, delle contromisure; così che
0 p. Pi EHI. La storia del miti tariamo tedesco, in Nuova Rivista Star ica, 1957, fase. I, pp. 129-157.
2) GP, M.
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