Rassegna storica del Risorgimento
STORIA MILITARE
anno
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1960
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Storia militare
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oiulo che è la connine opinione .lJ Molte altre considerazioni hanno valore morale, come quelli- che il Machiavelli fa a proposito delle truppe nazionali e quelle relative allo sfruttamento del successo. A questo proposito, veramente la morale uè soffre per l'affermazione che nell'inseguimento si deve sfruttare al massimo il successo; in. tal modo si tagliano a pezzi i nemici come pecore, come affermava il Montecuccoli, che fu scrittore di cose militari, oltre che condottiero; secondo lui, la maggior strage si fa soprattutto nei fuggiaschi ! Perciò il Montecuccoli si mostra contrario alla massima a nemico che fugge ponti d'oro . L'abitudine militaresca soffoca molto spesso negli scrittori il senso di umanità e la coscienza morale, che d'altronde potrebbe essere talvolta compromettente per la vittoria definitiva; ma che veramente dovrebbe essere sempre al centro d'ogni necessario temperamento dell'azione militare avente non già lo scopo di distruggere l'uomo, ma di neutralizzare il nemico nella sua azione offensiva.2) Altri argomenti morali affiorano nel corso della trattazione a proposito della coscrizione obbligatoria, antico problema che appare già nell'esercitotipo del Machiavelli, dove il servizio non è veramente obbligatorio né veramente volontario, ma sollecitato dalla abilità dei funzionari addetti al reclutamento;3) mentre nel tempo del Monte* cuccoli si cominciano a formare gli eserciti nazionali per il grande impulso dato da Gustavo re di Svezia: allora l'esercito diventa nazionale, con un nucleo di professionisti e una vera milizia mobile di riserva, sia pure reclutata con il sistema dell'estrazione a sorte fra i giovani dai diciotto ai venticinque anni e con moltissime esclusioni; l'addestramento diviene accuratissimo e la disciplina oltremodo rigida; nel campo tattico la profondità delle picche scema ancora da dieci a sei righe e aumenta di nuovo il numero di moschettieri (brigata svedese).
Il problema del reclutamento obbligatorio, che il politico svizzero Carlo Luigi von Haller attribuisce originariamente allo spirito e agli scopi della Rivoluzione francese, si appalesa come aperto già nel Rinascimento, con certe limitazioni, che appartenevano anche all'antichità, nel rispetto della volontà individuale. In realtà lo Haller, attribuendo ai prìncipi un'autorità fondata sul prestigio personale e sul patrimonio, li privava del diritto di reclutare gli uomini per il combattimento, limitandosi a riconoscere loro il potere di disporre dei volontari. Lo Haller è purtroppo un politico reazionario, ma sente lo scrupolo di precisare che ai prìncipi non appartiene la vita dei sudditi, ma solo l'amministrazione degli affari di Stato, secondo le leggi del diritto e della morale* '
1) È nota la sentenza del Machiavelli, da lui illustrata con il riferimento alle virtù militari dei Romani: l'oro non è suffiziente a trovare i buoni soldati, ma i buoni soldati sono ben sufficienti a trovare Poro (ibidem: ho sott'ocebio l'cdiz. dei Discorsi* Firenze, Le Mounier, 1848, p. 243).
2) Moderata è invece la formula del De Cdstoforis già citato, vissuto due secoli più tardi; secondo questo autore per distruzione del nemico si deve intendere non la morte dei soldati* ma lo scioglimento del loro legame come massa organica .
) GP, 20.
*' Si les princes et le ropubliques doivent se borner à lenrs droits noturels ou acquis en vertu des convention* et ne pas blcsacr ceux d'antrui, la conscriptìon, fbrece et les imputa arbitrai* ne peuvent plus avoir licu... et tout de suite l*experience et l'bis-toire me prouvèrent qu'cn effet la conscription est une invention moderne, et n'a du sa naissance qn'aux principe revolutionnaires, C. L. VON HALLER, Rextauration de la Science. Politù/ue, traditile de l'alleni and par l'Amour, Paris, 1824, p. XXVI. In realtà, è traduz. revisionata dall'Autore. Cfr. anche A. GAMRARO, // Lamennai* e von Haller, con lettere inedite, in Studi francesi, n. 3, 1957, pp. 422-429.