Rassegna storica del Risorgimento

CIVITA CASTELLANA ; MOTI 1831
anno <1960>   pagina <218>
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Sante Celli
voi potete essere se volete nel numero dei più bravi che avranno contribuito a sciogliere i ceppi della Tirannide Pretina della nostra Patria.
Ma anche questa volta il Comandante di Civita Castellana resistè al­l'invito accorato dei vecchi amici, meritandosi nuovamente gli elogi più alti dal prosegretario di Stato card. Beraetti.
Riusciti vani questi reiterati tentativi, l'idea, però, non fu del tutto abban­donata dai rivoluzionari. Il 2 marzo, infatti, fra le lettere pervenute dalla Capitale a Civita Castellana, v'era un foglio anonimo diretto al maggiore Ferdinando Calasanti comandante la Piazza della Città. *) In esso c'è l'invito, sullo stile di quelli mandati in precedenza al Lazzarini, di cedere la Piazza alla rivoluzione trionfante e di far causa comune con i rivoluzionari. Anche questo tentativo non ebbe miglior risultato.
Sembra, invece, ohe abbia ottenuto qualche successo l'invito alla defe­zione rivolto, nelle forme più varie e segrete, ai soldati di Civita Castellana. Non che di fatto ci siano state vere defezioni, ma sospetti e voci davano a temere. A Magliano, ad esempio, fu trovato qualche fucile, proveniente da Civita Castellana, o con la sola polvere senza palle, o con le palle senza pol­vere. Persone passate per Civita Castellana spargevano la voce che vari Dra­goni delle forze del Lazzarini avevano manifestato l'intenzione di darsi al nemico non appena si fosse presentata l'occasione opportuna. Erano certa­mente voci, ma non prive di un certo fondamento, se lo stesso Lazzarini notificava al card. Beraetti di aver spedito a Roma 12 Granatieri e il tenente Federici, soldati e comandante preziosissimi in un momento in cui il nemico minacciava tanto d'appresso la fortezza. *)
I documenti che qui pubblichiamo provengono dall'archivio Segreto Vati­cano, Segreterìa di Stato, Rubrica 165/1, fascicolo: Viterbo e Civitavecchia. Comando Militare. Febbraio e Marzo (Interni 1831, Busta 824). Fino ad ora non si aveva che la notizia dei soli tre documenti del Guidotti, Sercognani ed Erculei, ricavata da un rapporto di Francesco Ranieri Rapari Comandante la Tenenza di Civita Castellana e pubblicato da E. Michel. 3)
La pubblicazione di questi documenti ci pare porti a due notevoli con­clusioni, utili a meglio farci comprendere la rivoluzione del 1831 : la prima che il movente che ha spinto questi uomini a prendere le armi contro il governo pontificio è stato il desiderio di costituire un'Italia una e democratica; la seconda riguarda il metodo da essi usato per raggiungere lo scopo: convin­cere più che combattere. Si può dire che la defezione dei soldati pontifici fu, in tutto lo Stato, notevole, specie nelle città e paesi situati lungo la grande strada postale che da Bologna portava a Roma: Rimini, Macerata, Foligno, Spoleto, Terni. La speranza, poi, di raggiungere la Capitale senza colpo ferire dava animo ai rivoluzionari a non perdere un solo istante di tempo. Otricoli cadde in virtù della rapidità con cui era stata predisposta la rivoluzione, ma fu anche l'ultima conquista. Il Lazzarini, infatti, erigerà a Civita Castellana
1) Documento u. IV dell'Appendice e allegato. '*) Documenti un. V e VI dell'Appendice.
3) E. MICHEL, Due documenti sulle rivoluzioni del 1831 nello Stata Pontificio, in Rassegna storica dui Risorgimento, a. XI (1923), pp. 699-701.