Rassegna storica del Risorgimento

1857-1858 ; INGHILTERRA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PISACANE
anno <1960>   pagina <229>
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La cattura del Cagliari 229
bearer of a favourablc reply. l* Anche Lyons doveva lasciare Napoli entro dieci giorni se non avesse ricevuto risposta. Fu chiaro allora al governo napo­letano che un ulteriore ritardo avrebbe dato luogo a una situazione perico­losa e le 3000 storiale furono versate, quasi entro il termine stabilito.
Prima ancora che fosse sollevata la questione del compenso, la disputa anglo-napoletana si era confusa con una contesa a tre che implicava anche il governo piemontese. La questione dei macchinisti inglesi si inseriva nel più largo problema del Cagliari, e il conseguente malinteso con il governo pie­montese. Il governo borbonico credeva in buona fede che la spedizione di Pisaeane si fosse attuata sotto gli auspici ufficiosi di Cavour, mentre in effetti Mazzini a Genova aveva fatto sì che la sua insurrezione coincidesse con quella di Pisaeane a Napoli. Il suo tentativo non ebbe maggior successo di quello di Pisaeane, ina esso stava se non altro a dimostrare,che l'accusa di compli­cità rivolta a Cavour era ingiustificata.
Sin dalFinizio, Cavour aveva sperato di associare la Gran Bretagna ai suoi sforzi per recuperare il Cagliari e salvare l'equipaggio di innocenti civili. La cattura della nave in mare libero, dopo che il capitano Stizia ne aveva ripreso il comando, era una violazione del diritto internazionale e come tale, secondo Cavour, essa riguardava tutte le nazioni e in particolare la Gran Bretagna, la maggiore potenza marittima. Se la cattura in se stessa era condannabile, ancor più lo era l'azione della Commissione napoletana delle Prede e Nau­fragi, che aveva dichiarato il Cagliari preda di guerra. Clarendon aveva a suo tempo consultato i consiglieri legali della Corona sulla legalità della azione napoletana, ma senza ottenerne un giudizio unanime. Più tardi anche, il governo di Derby chiese l'opinione dei nuovi consiglieri, con lo stesso risul­tato. Sir Fitzroy Kelly, PAttorney General, era del parere che la fregata avesse agito illegalmente nel catturare il Cagliari. Sir John Hardinge e Sir Hugh Cairas, Advocate e Solicitor-Gcneral, sostenevano che il governo napo­letano aveva agito di diritto nel catturare la nave e l'equipaggio, ma non nel dichiararla bottino di guerra. 21 Emanuele d'Azeglio, ministro piemontese a Londra, ottenne un verdetto indipendente dal famoso avvocato Dr Phillimore. che compose un memorandum mettendo in ridicolo l'opinione napoletana. ' All'inizio della primavera del '58 ogni autentico desiderio di giustizia era reso impotente dal peso morto di sottigliezze legali e disquisizioni sull'interpre­tazione di preda di guerra, guerra mista e nave pirata. Lord Redes-dale mise a punto la questione nella Camera dei Lord, quando, difendendo la cattura della nave, osservò che se una nave straniera avesse sbarcato sul suolo britannico un grappo di rivoluzionari intenti a forzare le prigioni e a tentare un'insurrezione, non vi era dubbio che la marina di Sua Maestà sarebbe intervenuta e l'avrebbe catturata. Per quanto gli uomini politici e gli uomini di legge inglesi e piemontesi si sforzassero di giungere ad un giudizio obiet-
1) A. P. (1857-8), Voi. LIX, pp. 582-5, C2392, Further Correspondence respccting the * Cagliari N. 43, Malmesbury to Cani fa, F.0., 25 maggio 1858.
>) A. P. (1857-8), Voi. LIX, pp. 401-6; C2361, Opinion of the Law Officerà of the Crown, 12, 13 e 17 aprile 1858.
*/ Idem, Opinion of Dr. I'nii,i.iMOHE, Reply of the luwyvr Ferdinando Starace, to the opinion of Dr. Phillimore,