Rassegna storica del Risorgimento
1857-1858 ; INGHILTERRA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PISACANE
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Barry Hearder
tìvo, era evidente che CBSÌ, senza rendersene conto, applicavano alla rivoluzione napoletana criteri diversi da quelli che avrebbero applicato a una rivoluzione in un paese costituzionale. Si trattava non tanto di interpretare principi astratti di diritto internazionale, ma di continuare o no a tollerare una tirannia corrotta e decadente nell'Italia del sud.
Malincsbury non credeva alle proteste di Cavour né all'innocenza di Stizia. Se il governo piemontese era ostile alla spedizione di Pisacane, non ne seguiva che còsi fossero anche la Compagnia Rabattino o il capitano Stizia. Ma Malmesbury credeva anche nella complicità del governo piemontese, come prova il suo diario, nel quale scrisse che l'obiettivo di Pisacane era no doubt knowu to the Sardinian Government, and was to provoke a war either through the seizure of the ship or from the attack thus intended. *) Non appena Park fu trasferito dal carcere all'ospedale, Malmesbury incaricò tele* graficamente Lyons di interrogarlo minutamente sugli avvenimenti dopo lo sbarco a Sapri. Sul conto di Stizia chiese: Did he really go away to Naples and do so voluntarily, or was ho forced to do so?. Dal tono delle sue domande, sembra probabile che Malmesbury rimanesse non poco sorpreso quando lo interrogatorio di Park confermò la versione di Stizia, 2) ma ebbe il buon senso di non rendere pubblici i suoi sospetti: i dispacci in questione non apparvero nei Blue Books.
Uno sfortunato incidente nelle relazioni anglo-piemontesi accadde nel mese di marzo. D'Azeglio trasmise a Malmesbury copia di una nota di Hudson a Cavour datata il 5 gennaio, in cui si assicurava che il governo britannico sarebbe stato disposto a fare obiezione alla procedura seguita dal governo borbonico, on the ground that the Neapolitan vessels of war had no right to pursue the Cagliari, and to captare her beyond territorial jurisdiction. 31 Per Malmesbury, che non era al corrente della nota, fu una spiacevole sorpresa scoprirne il contenuto con due mesi di ritardo. Dopo aver con tanta cautela evitato di esprimere un'opinione sulla legalità della cattura del Cagliari, ed essersi limitato a refutare le accuse contro i due sudditi britannici, si trovava davanti a ima nota, vecchia di due mesi, della sua legazione a Torino, in cui non solo si dichiarava apertamente l'illegalità della cattura, ma si prometteva a Cavour l'appoggio del governo britannico. Malmesbury telegrafò immediatamente a Hudson richiedendo una copia della nota del 5 gennaio, e invitandolo a giustificare le sue sorprendenti dichiarazioni. La risposta di Hudson rivelò l'accaduto. Clarendon l'aveva incaricato di informarsi whe-ther the Sardinian Government was prepared to object to the captare of the Cagliari , ed egli aveva in conseguenza stilato una nota a Cavour richiedendo questa innocua informazione, e l'aveva passata in cancelleria per la trascrizione in forma di dispaccio. Sorpreso dalla richiesta di spiegazioni da parte di Malmesbury, Hudson si era recato dal ministro degli esteri piemontese, ed era rimasto stupefatto nello scoprire che la sua nota aveva subito una curiosa
') LORO MAXHESBUHY, Memoìrs of un Ex~Minitcr, Londra, Longmans, Green Co.,. 1884, annotazione del 13 marzo 1858.
-) F.0. 70-297, N. 15. Confideatial, Lyons to Malmesbury, 25 marzo 1858, contenente Una citazione del telegramma ili Malmesbury del 22 marzo 1858.
WA.Y. (1857-8), Voi. LHÈ, p. 135; C2341, Hudson to Cavottr, Torino, 5 gennaio 1858.