Rassegna storica del Risorgimento
1857-1858 ; INGHILTERRA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PISACANE
anno
<
1960
>
pagina
<
233
>
La cattura del Cagliari 233
effect as through a Minister . *) Non è chiaro a quali canali indiretti egli si riferisse, ma è probabile che avesse in mente, fra gli altri, il conte Bernstorff, ministro di Prussia a Londra, che godeva di considerevole influenza a Napoli.
All'inizio di maggio l'eventualità di una guerra a causa dei Cagliari sembrava superata. Malmesbury ammise francamente a Cavour che, assieme ai governo francese, egli aveva temuto che il Piemonte volesse aprire le ostilità contro il governo borbonico ed era per prevenire ciò che aveva insistito per la mediazione. In privato aveva scritto a Hudson negando fermamente che la Gran Bretagna avesse any maral or politicai obligation to fighi, for anything or anybody beyond Watt and Park (l'indennità per costoro non era ancora stata ottenuta). The Constant deprecations of abandonment and cold-ness are therefore rubbish and not business. "' La proposta di ricorrere a mediazione o arbitrato rivelò una confusione sulla terminologia. Secondo Malmesbury, mediazione implicava TUBO di pressioni da parte del mediatore per assicurare l'esecuzione della sentenza, mentre arbitrato significava semplicemente .remissione di un verdetto. Quando Cavour si espresse in favore della mediazione Malmesbury ne fu dispiaciuto, poiché temeva eh e una potenza minore come la Svezia non avrebbe avuto la forza di far accettare il suo verdetto. Cavour non condivideva ed aveva ragione questa preoccupazione With regard to the objection that a small Power might decline to mediate because it could not enforceits opinion though it might-arbitrate, he confessed he dia not see how it would be better enabled to enforce its arbitration in case that noere rejected. 3' Sebbene una certa nota di amarezza si rivelasse di quando in quando nei dispacci piemontesi, soprattutto in quelli scritti da Azeglio a Londra, il tono di Cavour nelle conversazioni con Hudson si mantenne costantemente amichevole. Egli si scusò quando gli parve che le discussioni sul Cagliari si facessero tediose per il governo britannico e disse that he would rather be considered anything save a Bore. 4)
L'Austria non entrò mai apertamente nella disputa, ma essa aveva più di ogni altra potenza ragione di temere una guerra in Italia, e il conte Buoi, ministro degli Esteri austriaco, consigliò al governo napoletano di accettare la mediazione. Re Ferdinando rispose che avrebbe accettato mediazione solo da parte di una grande potenza. Il governo borbonico dovette ascoltare consigli anche da parte del conte Bernstorff, che riferi una conversazione strettamente confidenziale che egli avrebbe avuto con Malmesbury. Malmesbury aveva a quanto pare suggerito che Napoli si sottomettesse a tutte le richieste piemontesi, compresa quella di un'indennità, e in seguito presentasse le proprie rivendicazioni al governo piemontese. Ufficiali e soldati borbonici erano stati uccisi nell'insurrezione di Pisacane e alcuni immobili erano stati distrutti: per tatto questo un compenso era dovuto. 5) H governo napoletano
fl F.O. 519-196, Malmesbury to Cowlcy, F.O.. 1 maggio 1858.
s) Parole di Malmesbury citate in: F.O. 519-194, lotterà privata, Hudson a Malmesbury, Tornio, 11 maggio 1858; acclusa a: lettera privata, Hudson to Cowley, da M. Boi-tè**.
*) F.O. 67-235, N. 116, Hudson to Malmesbury, 20 maggio 1858.
*) F.O. 519-194, lettera privata da Hudson, 23 maggio 1858.
9) BIANCHI, op. ci/., p. 422.