Rassegna storica del Risorgimento
1857-1858 ; INGHILTERRA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PISACANE
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Harry Heardur
ebbe, il buon senso di non seguilo questo consiglio. Era òvvio che il governo piemontese non avrebbe mai consentito a rifondere danni inflitti da rivoluzionari mazziniani, che erano, per giunta, in maggioranza sudditi borbonici* Che la conversazione fra Malmesbury e Bemstorff non fosse interamente una invenzione di quest'ultimo è provato da un commento che troviamo in uno dei dispacci ufficiali di Malmesbury a Torino: e It is not impossible that when Sardinia raises the questiou of indemnities before the Court of Reference, the Neapolitan, Government vili, on their part, put in a counter-claim for damage to life and property at Ponza and Sapri.
Of such points Her Majesty's Government are not and cannot be cogni-sant. *)
Ulteriori suggerimenti al governo borbonico e ulteriori discussioni sulla possibilità di mediazione o di arbitrato furono interrotti dall'improvvisa resa napoletana. Nello stesso dispaccio che accordava un'indennità a Watt e Park, Carafa annunciò che il Cagliari e l'equipaggio sarebbero stati restituiti, non al governo piemontese, ma al governo britannico nella persona di Mr Lyons. D ministro degli Esteri borbonico non intendeva affatto ritrattare i suoi argomenti legali, ma si arrendeva alla forza maggiore: Il Governo del Re, mio augusto Signore, non ha immaginato, né può immaginare, di avere i Mezzi da opporsi alle forze di cui potrebbe disporre il Governo di Sua Maestà Britannica... Ciò premesso, il Governo di Sua Maestà Siciliana non ha bisogno di accettare mediazione, rimettendo tutto all'assoluta volontà del Governo Britannico. 2) Il dispaccio celava a mala pena il sollievo di Carafa nell'evitare, cedendo, ulteriori interventi negli affari napoletani e la speranza che l'attenzione d'Europa sarebbe stata d'ora in avanti stornata dal Regno delle Due Sicilie. D piccolo vascello che era costato tanto tempo e tante attenzioni alla diplomazia europea fu restituito dalle autorità britanniche ai suoi legittimi proprietari a Genova.
Dalla questione del Cagliari si può trarre la conclusione che la tesi tradizionale, secondo cui Cavour si sarebbe assicurato la confidenza del governo britannico nel 1855-56, è da rivedere. Se il successo diplomatico di Cavour al Congresso di Parigi fosse stato quale lo si suppone comunemente, sarebbe legittimo domandarsi perchè Clarendon prima e in seguito Malmesbury fossero stati tanto restii a concedere al Piemonte la loro piena collaborazione nel ricupero del Cagliari. Da questo deriva un problema più. ampio: che parte ebbe la diplomazìa di Cavour nell'ottenere la simpatia britannica per la causa italiana? La melanconica conclusione sembrerebbe essere che gli argomenti ragionati ed eloquenti di Cavour non fecero molta impressione sugli Inglesi, mentre la mistica mazziniana e l'attrazione della gloria garibaldina ebbero un sorprendente successo. Nel 1857-58 il governo britannico, senza peraltro avere preferenze per Napoli, aveva certo antipatia per il governo piemontese antipatia che doveva avere infelici conseguenze durante la orisi che precedette la guerra d'indipendenza del 1859.
i) A. P. (1857-8), Voi. LEK, p. 116; C2392, N. 31, Malmesbury to Hudson, F.O., 11 maggio 1858.
ty A. P. (1857-8), Voi. LIX, p. 596, Carafa to Malmesbury, NapdhV8 giugno
1858.