Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; CIVITAVECCHIA
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1960
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La Camera di commèrcio di Civitavecchia 237
listini dei prezzi al minutò dal 1820 in poi) anche quanto limane dell'Archivio della soppressa Camera di Civitavecchia.
Molto purtroppo è andato irreparabilmente perduto: mancano totalmente alcune serie di grande importanza come ad esempio i verbali delle sedute consiliari, e per i primi anni di vita della Camera si può dire non restino che alcuni spezzoni; talché per dare un'idea precisa della loro consistenza e stato necessario inventariare i singoli fascicoli. Benché ingente il danno, tuttavia di notevole importanza è il materiale rimasto, che può costituire ricca fonte di notizie per chi si interessi alla vita e al movimento commerciale di Civitavecchia e del Lazio nel secolo XIX.
Torna opportuna a questo proposito qualche considerazione su ciò che sono e, soprattutto su ciò che sono state ed hanno rappresentato nei tempi andati, le Camere di Commercio, questi Istituti dalle funzioni mai ben definite ma la cui importanza nella vita economica dello Stato è testimoniata dai numerosi tentativi di disciplinarne l'attività con successive, continue, disposizioni legislative che ne mutavano spesso funzione e natura giuridica.
Senza risalire all'orginc delle Camere di Commercio che, come è risaputo, si riannoda alla Chambre de Commerce di Marsiglia del 1599, basterà dire che la legislazione napoleonica le ricostituì dando loro la fisionomia di veri e propri organi consultivi di governo.
L'Istituto venne introdotto in Italia con apposita legge del 26 agosto 1802 della Repubblica italiana , che rimase in vigore ancora nel Regno italico . Travolte inizialmente dal riordinamento amministrativo nel periodo della Restaurazione, le Camere risorgono un po' dovunque in tutti gli Stati italiani, finché la legislazione del Regno d'Italia ne riconoscerà definitivamente l'esistenza, ridisciplinandone la composizione e l'attività con legge n. 680 del 6 luglio 1862. Benché istituite, come si è detto, con apposite disposizioni legislative, le funzioni delle Camere di Commercio non vennero mai definite con esattezza e cosi le norme intese a delinearne la configurazione giuridica e a delimitarne scopi e programmi di azione, le attività rimasero sempre nel vago, limitandosi ad affermare che le Camere avrebbero avuto come compito precipuo di rappresentare le esigenze commerciali della zona e di prendere quelle iniziative riconosciute idonee alla creazione delle migliori condizioni per lo sviluppo commerciale e produttivo.
È facile così comprendere come questi Istituti abbiano di volta in volta assunto iniziative diversissime e siano intervenuti più o meno proficuamente nel campo economico e commerciale, spesso non limitandosi al piano strettamente provinciale o regionale, a seconda della maggiore o minore intraprendenza dei suoi dirigenti. Così la natura stessa dell'Istituto.): la composizione delle giunte, la scelta dei dirigenti, di nomina governativa ma quasi sempre su base elettiva, assicurò alle Camere il perdurare attraverso gli anni di quella speciale caratteristica di tipo sindacale, di rappresentanza, cioè, di interessi di categoria, che ebbero alla loro nascita la Camera di Marsiglia e le Camere di Commercio inglesi, Gli interessi e, di conseguenza, le attività delle Camere investivano man mano tutta l'attività produttiva della regione, che tutto riguarda piil o meno direttamente il commercio; e le Camere videro sancita tale estensione dei loro compiti fino a divenire, corno sono oggi in Italia, Camere di Commercio, Industria ed Agricoltura,
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