Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; CIVITAVECCHIA
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1960
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Mario Pastore
Un'attività dunque molto varia e iniziative di ogni genere nel campo economico hanno sempre avuto le Camere di Commercio e di questo rimane ovviamente larga traccia nei loro archivi: in modo che possiamo considerare la loro documentazione come la fonte più ricca per ricostruire storicamente lo sviluppo economico e produttivo di ciascuna provincia dal 1800.
Ma l'interesse che può suscitare l'archivio della Camera di Commercio di Civitavecchia è mosso, oltre che dai motivi di carattere generale accennati finora, anche da altri particolarissimi. Civitavecchia, l'antica Centuinceilac di Traiano, ha sempre avuto grandissima importanza per Roma, per ragioni strategicomilitari e per le necsssità commerciali. Recuperata dopo lo scisma con Urbano VI alla monarchia pontificia, Civitavecchia fu oggetto delle cure assidue dei pontefici che posero ogni studio ad assicurarsene saldamente il possesso fortificandone le mura e la rocca, attrezzandone ed ampliandone il porto. Divenne così fin dal 1400 il porto principale di tutto lo Stato pontificio e riforniva Roma di grano e di carbone e di tutti i prodotti greggi occorrenti per le industrie dell'Umbria. Da allora la vita di Civitavecchia rimase forte* mente congiunta con quella dello Stato; e non vi fu avvenimento politico in Roma che non abbia avuto la sua risonanza e le sue dirette conseguenze sulla vita di Civitavecchia. E la sua era una vita legata al movimento commerciale dello Stato e proprio il commercio costituiva l'attività e la risorsa principale dei suoi abitanti che già all'inizio del secolo XIX erano più di 7000. Perciò la storia della Camera di Commercio Civitavecchiese è intimamente connessa alla storia stessa di Civitavecchia e di Roma; talché i dirigenti della Camera di Commercio figurano fra gli altri magistrati a rappresentare la città ed i suoi interessi e partecipano alle deliberazioni di comune interesse, nei momenti più delicati e pericolosi della vita cittadina come nei tempi gloriosi e movimentati dell'epoca napoleonica o della Repubblica Romana del 1849. Cosi, per citare un solo esempio, il VicePresidente della Camera B. Acquaroni (che la presidenza era detenuta per legge dal Delegato Apostolico) nel febbraio del 1849 partecipa con il Preside A. Mannucci e con il capo della guardia nazionale Carlo Calabrini alle trattative con il generale Oudinot relative allo sbarco in Civitavecchia delle truppe francesi. La viva parte che il popolo di Civitavecchia prese agli eventi politici del Risorgimento si rispecchia negli atteggiamenti politici, nelle attività e nella vita stessa della Camera di Commercio: il suo archivio è perciò di notevole aiuto per chi volesse esaminare il contributo di quella città al Risorgimento italiano; e di tanto maggiore interesse appare la suà documentazione se si pone mente al fatto che l'Archivio comunale è andato totalmente distrutto a causa degli eventi bellici e del conscguente saccheggio da parte della popolazione nell'anno 1944. Ci piace inoltre ricordare che alcuni documenti provenienti dall'archivio della Camera figurano nella Mostra risorgimentale, allestita a cura della Provincia di Roma per la celebrazione del centenario del 1960.
Non Bara quindi del tutto inutile qualche cenno sull'orìgine e sullo sviluppo della Camera di Commercio di Civitavecchia.
La Camera venne istituita in Civitavecchia nel periodo dell'occupazione napoleonica: quando nel maggio del 1809 Roma ed il suo Stato divennero territorio imperiale, si ebbe un nuovo ordinamento amministrativo di tutti i pubblici uffici, secondo la costituzione francese. Speciale importanza per gli interessi militari, non meno che per i commerciali e politici venne riconosciuta al