Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; CIVITAVECCHIA
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Mario Pastori*
del 6 luglio 1816, sulla riorganizzazione dell'Amministrazione pubblica, mantenne in vita il Tribunale di Commercio, il quale, anzi, quando nel 1824 venne soppressa la delegazione di Civitavecchia unita con il suo territorio a Viterbo, rimase uno degli unici più importanti ed attivi della città. A giudici di quel tribunale venivano infatti nominati, come già una volta i coasoli della Università dei mercanti, i rappresentanti delle categorìe commerciali in seno alla Camera di Commercio Ed essi, vuoi per l'antico abito professionale, vuoi perchè consapevolmente convinti delle necessità del commercio, si fecero portavoce degli e urgenti bisogni della Comunità di Civitavecchia e con deputazioni spesso inviate in Roma e con petizioni e memorie rappresentavano l'urgenza di quei provvedimenti che si ritenevano atti a rimuovere le cause per cui la vita commerciale languiva e sembrava dovesse del tutto perire. Si richiedeva la riduzione del dazio ordinario sulle merei trasportate, la privativa della navigazione fluviale; che si togliesse l'obbligo di prendere un pilota a Fiumicino; si lasciassero libere le industrie che già molte erano passate in privativa del fisco, che si unissero in unioni i naviganti e i commercianti della città. H governo pontificio stesso finiva col riconoscere ai giudici del Tribunale di Commercio questo compito rappresentativo degli interessi di categoria sicché non è difficile trovare nei bandi relativi alla disciplina del commercio cittadino la dizione: noi per l'autorità del nostro ufficio di Camerlengato, dietro la proposta del Tribunale di Commercio, rappresentante per ora la Camera di Commercio, veniamo a pubblicare ed ordinare le cose seguenti . *1 Vera una promessa implicita di provvedere alla ricostituzione dell'Istituto già soppresso. Né il provvedimento tardò molto: subito dopo Ancona e tre anni prima che venisse istituita in Roma, con legge del 25 aprile 1828, Civitavecchia riebbe la sua Camera.
Venne formata questa volta di otto membri anziché di sette, scelti con sistema elettivo fra i commercianti fabbricatori e manifatturieri, domiciliati in Civitavecchia, ed esercenti da almeno 5 anni il commercio, le arti o le manifatture e di probità, abilità e credito riconosciuti. La prima volta tutte le categorie votarono a scrutinio segreto sedici rappresentanti: il Pontefice sanzionò la nomina scegliendo otto membri fra i sedici eletti. Il loro ufficio, del tutto gratuito durava tre anni; allo scadere del triennio un terzo dei membri, escluso con sorteggio, veniva rinnovato con lo stesso sistema elettivo. Ma i proposti dalle categorie erano nove e fra questi si sarebbero nominati i tre successori. Cosi ogni anno la Camera veniva rinnovata per un terzo. La Camera si dette un regolamento autonomo per quanto riguardava la propria organizzazione interna. Regolamento che venne modificato nel 1835 in conformità del regolamento che era stato dato per la Camera di Roma nel 1831.
Presidente della Camera era di diritto il Delegato Apostolico e i nove membri eleggevano dal loro seno un vice-presidente. Però essendo il Delegato Apostolico di Civitavecchia residente in Viterbo, capoluogo della Delegazione, molti provvedimenti e pressoché tutta la corrispondenza della Camera era firmata dal vice-presi dente eletto.
!) Bando del Camerlengo Card. Galieffi, dato In Cnntcru Apostolica il 24 maggio 1825.