Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; CIVITAVECCHIA
anno
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1960
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pagina
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260
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LIBRI E PERIODICI
Lumi DAL PANE. La Stato pontificio elfi', movimento riformatore dèi Scttttcmtfn Milano, Giuffrè, 195, in 8", pp. VH-798. L. 4500.
Quest'opera di Luigi Dal Pane va apprezzata da un doppio punto- dì vista. Do un lato, si tratta della raccolta o della messa a fuoco di molli anni di ricerche sullo Stato ecclesiastico --= vita economico-sociale e pensiero di amministratori ed economisti C elle putii 'valere come significativo bilancio degli studi più recenti condotti in materia non solo dall'Autore, ma da molti altri che sono venuti esplorando memorie ed archivi. E inoltre abbiamo qui. ci sembra, un punto di partenza, un avviamento a quell'ulteriore lavoro, tanto di scavo in profondità che di sintesi, del quale è ormai matura l'esigenza.
Non potremo soffermarci, in questa sede, nell'esame dei singoli contributi dei quali il volume si compone, tra cui d'altronde più d'uno già edito in passato su riviste *s miscellanee divenute di difficile consultazione. Noteremo peraltro come si alternino qui le indagini su situazioni di fatto (cfr. i saggi sulle dogane nella provincia di Romagna, sul commercio dei grani, e soprattutto sulle scuole di filatura e tessitura), con le ricerche intorno al pensiero economi co-amministrativo, tra le quali ha speciale rilievo quella intorno al conte Marco Fantuzzi. Del Fantuzzi vengono anche riportate le Riflessioni, come parte di una appendice ricca, fra l'altro, di documenti sulle dogane, i catasti, le tecniche industriali.
Il discorso diventa più generale in due saggi inediti, che il Dal Pane pubblica in apertura al volume: Sull'esistenza di un moto riformatore nello Stato pontifìcio, e // moto riformatore dal punto di vista della legislazione, delle ideologie e delle strutture. Saggi che forniscono una interpretazione critica non di rado in dissenso con altre opinioni sostennte dalla storiografia, a venir su dal filali e dal Botta fino ai nostri giorni.
Chi volesse ricercare nel Settecento romano un molo univoco, continuo, senza scosse, in senso modernamente riformatore, resterebbe senz'altro deluso, osserva il Dal Pane. È avrebbe torto sia chi accettasse tuttora senza riserve una semplicistica condanna del regime pontificio come regime perennemente immobile e retrivo, sia chi ne tentasse una impossìbile apologia. In questo senso non riescono ad abbracciare la realtà né l'ottimistica visione del Pastor, né quella distruttiva del Rinieri o del Madelin. La ricerca anzi deve tener conto di tratti apparentemente contraddittori. E deve aver presente l'elemento europeo, che nel Settecento influisce ormai sulle idee è i movimenti d'ogni parte d'Italia, non meno delle peculiarità dell'ambiente nazionale e locale.
Tutto ciò viene a confermare, nota il Dal Pane, l'esigenza di superare polemiche fondate su conoscenze ormai insufficienti, se non addirittura su scelte aprioristiche, affondando meglio lo sguardo nell'esame delle strutture reali e delle ideologie quali ai manifestavano in quella età. Ed è qui, appunto, che il discorso di Luigi Dal Pane, venuto a farsi per dir così programmatico, merita di essere ulteriormente raccolto e sviluppato.
Troppo rilievo si è dato finora, in sede storiografica, alle proposte di riforma memoriali, progetti, decreti della pubblica amministrazione anche in lavori recentissimi. Tal genere di letteratura ha importanza, ci illustra l'evolversi di una mentalità e l'affaccìarai di determinati indirizzi; non si deve, però, accettarlo quasi come rappresentazione della realtà di un'economia e di un sistema amministrativo. Può accadere anzi che altri Slati facciamo parlare meno di so Botto questo aspetto, e che in essi l'economia sia più sana, il bilancio più solido, meno gravi gli scompensi ite! tessuto sociale. Talvolta Pubbondanza di memorialistica è segno non già di accelerato svìloppo e di benessere, ma di ritardo e di crisi. Un equilibrato giudizio potrà