Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; CIVITAVECCHIA
anno <1960>   pagina <265>
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Libri e periodici 265
Dalle numerose lettere inedite che la Lograsso ebbe la fortuna di ritrovare risulta che il Nostro ebbe rapporti di fervida amicizia, oltre che con la famiglia Norton, con la quale fix intimo, con il Da Ponte, con Caterina Maria Sedgwick, che fu madrina della piccola Silvia, natagli nel 1835, con il Tichnor, con il Livingstone, con Arturo Brisbane e i Manesca e i Macdaniel e mille altri che si interessavano di letteratura. Gran parte ebbe pure il MaroncalH nella- diffusione in America della dottrina di Carlo Fourier, tanfo che egli appare nell'elenco dei redattori del primo periodico fourierista pubblicato negli Stati; Uniti, uscito il 5 ottobre 1843. Aveva appreso il nuovo verbo in Francia, ma negli Stati Uniti ne divenne un apostolo instancabile. Per altro il suo tentativo di riforme sociali era privo di senso pratico (tutta la sua cultura, indubbiamente estesa, mancò in realtà, aia detto sinceramente, di valida concretezza, ragione per cui nulla di suo ebbe l'impronta dell'arte), poiché egli riteneva possibile fondere il fourieriamo con la propria tradizionale fede cattolica; comunque (e ciò non va negato) qualche traccia lasciarono le sue idee, anche se in parte bislacche, sul progresso politico del paese ov'era ospitato. Fu detto, come avverte la A., che le lettere sue di questo periodo son di già un chiaro segno della sua non lontana pazzia; ma essa si manifestò apertamente solo negli ultimi anni e fu dovuta molto probabilmente, oltre che alle sue preoccupazioni finanziarie che si facevano ogni dì più gravi, all'intenso lavoro cui si era sottoposto per dare il pane a sé, alla moglie ama­tissima e alla diletta figliola: per undici o dodici ore giornaliere su e già per le scale di New York per dar lezioni di canto o di musica o d'italiano, tormentato dall'artrite e ridotto per giunta a reggersi con le stampelle. E anche il clima umido nocque non poco alla sua già scossa salute.
Prima la cecità, poi, poco dopo, nel 1846 (aveva appena 51 anni) lo colse la morte* E così finirono i triboli di un uomo di una bontà infinita, di una generosità senza pari, di una resistenza al dolore e al sacrificio veramente ammirevoli e che, come pochi, amò la patria con ardore e con costanza immutati. Come tutti i mortali ebbe anche lui le sue pecche; ma se talvolta errò, fu per leggerezza o per sùbiti entusiasmi non sempre con­trollati, non mai per bassezza d'animo o per malvolere. Incondizionata lode va data pertanto alla Lograsso, americana, ma italiana di origine, per averne preso coraggiosamente le difese contro gli ancor oggi ostinati denigratori non con vane ciance, ma, come abbiamo riferito, con l'evidenza precisa dei fatti, criticamente vagliati. MABCÌO CIBA VFGNA
ATTILIO DKPOLI, I rapporti tra, il Regno di Sardegna e Venezia negli anni 1848 e 1849 da documenti inediti, 2 voli. (Collezione storica del Risorgimento italiano* 46, 47); Modena, Società tipografica Editrice modenese, 1959, in 8. L. 1000, 1000.
È nn lavoro indubbiamente di grande lena, condotto con serena obiettività e con sagace avvedutezza critica e .confortato da una larga documentazione in gran parte ignorata o poco conosciuta, la quale, spostando le tradizionali interpretazioni e non poche delle recenti, colloca nella vera luce uomini e cose. Seguire passo passo l'A nella sua vastissima disamina richiederebbe un ben lungo discorso ; cercheremo per­tanto di coglierne almeno (e non è cosa facile) i punti fondamentali.
A Venezia durante il secondo periodo della dominazione austriaca, anche per l'indole bonaria e pacifica dei suoi abitanti che non amavano i Tedeschi, ma conoide? nivalio la loro presenza un male inevitabile, mancò per molti anni quello spirito di avversione e quel desiderio di libertà.che altrove diede occasione ad aperte e forti resistenze. Soltanto l'entusiasmo suscitato in Italia dai primi gesti di Pio IX valse a scuotere l'inerzia e l'apatia dei Veneziani; iu scarsa fu tuttavia la risonanza delle loro nianifestazioni, te varie istanze invero di singoli, ma coperto di numerose firme di cittadini dello classi più elevate, dirette alle Congregazioni onde si facessero interpreti presso il governo dei loro molti o e veri bisogni (eoe! quella del Nazari, dell'Avcsani, del Manin e il famoso discorso Ietto dal Tommaseo all'Ateneo veneto hi sera del 30 dicembre del '47) anche se talvolta un po' ardite non sì allontanarono peraltro mai da una forma strettamente legale. Ma a cambiare 11 tono delle -rimostranze intervenne