Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; CIVITAVECCHIA
anno
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1960
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pagina
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273
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Libri e periodici 273
tante officine, di tanti laboratorit in una capitale... credereste precisamente il contrario di ciò che io penso. In quanto a noi io ho sempre desiderato che sia in Roma la parte direttiva, la parte intellettuale, ma non ho mai desiderato che vi siano grandi aggio merazioni di operai. In mia soverchia agglomerazione di operai in Roma io vedrei un vero inconveniente, perchè credo che qui sia il luogo dove si debbano trattare molte questioni che vogliono essere discusse intellettualmente, che richiedono l'opera di tutte le forze intellettuali del paese, ma non sarebbero opportuni gl'impeti popolari di grandi masse di operai. Crederei pericoloso o almeno non conveniente un'organizzazione di questa natura (p. 63).
Ora Caracciolo vede in questi giudizi il fondamento di una politica costantemente perseguita da tutti i governi che si alternarono alla direzione dello Stato italiano, politica tesa ad evitare che nella capitale si formasse un proletariato industriale organizzato, il quale potesse premere sul governo, come era accaduto per Parigi. Questa crìtica fu mossa pure da Gramsci che aveva, anche lui, assegnato al popolo italiano una missione nel mondo.
L'espansione italiana scriveva può essere solo dell'uomo-lavoro* è. l'intellettuale che rappresenta l'uomo-lavoro non è quello tradizionale, gonfio di retorica e di ricordi cartacei del passato. Il cosmopolitismo italiano tradizionale dovrebbe diventare un cosmopolitismo di tipo moderno, cioè tale da assicurare le condizioni migliori di sviluppo all'uomo-lavoro italiano, in qualsiasi parte del mondo egli si trovi... Il popolo italiano è quel popolo che nazionalmente è più interessato a una moderna forma di cosmopolitismo. Non solo l'operaio, ma il contadino e specialmente il contadino meridionale. Collaborare a ricostruire il mondo economicamente in modo unitario è nella tradizione del popolo italiano e della stessa storia italiana, non per dominarlo egemonicamente ed appropriarsi del fruttò del lavoro altrui, ma per esistere e svilupparsi appunto come popolo italiano.'. La missione del popolo italiano è- nella ripresa del cosmopolitismo romano e medievale, ma nella sua forma più modèrna e avanzata... Appunto perciò deve inserirsi nel fronte moderno di lotta per organizzare il mondo anche non italiano, che ha contribuito a creare col suo lavoro GRAMSCI, II Risorgimento, Torino, 1955, p. 67).
Del resto lo stesso Gramsci mostrava di avere compreso il valore liberatore della risposta data dal Sella al Mommsen di volere sostituire in Roma l'universalismo della scienza a quello cattolico e la definiva interessante ed appropriata .
In quel periodo continuava : la scienza era la nuova idea universale, la base della nuova cultura che si andava elaborando. Ma Roma non divenne città della scienza, "concludeva sarebbe stato necessario un grande programma industriale, Ciò che non fu (Ivi, p. 161).
Caracciolo analizza inoltre gli effetti del trasferimento in Roma della rapitale nella vita spicciola dei singoli cittadini e segue fin dagli inizi la speculazione sulle uree edifieabili, connessa allo sviluppo edilizio della città ed alla formazione di grossi complessi finanziarli. Questa è senza dubbio una delle parti più valide e più interessanti del saggio, fondata su di una ricerca condotta meticolosamente. Le rnterfofehz'é nella vita amministrativa della città degli interessi del grande capitale sono messe bene in rilievo. Nella vita rinnovata e, bisogna riconoscerlo, più attiva che deve alla formazione del nuovo stato, Roma divento più che ogni altra città d'Italia, il punto d{ contatto fra interessi contrastanti, e, come tale, quasi il simbolo dei compromessi e degli accordi in seno alle classi superiori fp. 50). In essa la curia romana ha la sua sede vicino agli organi vitali del nuovo stato, sotto dalle rovine dell'antico, in essa teocrazia e stato liberale sono in continuo, quotidiano confronto.
Ma qui il problema diventa di ordine generale e Roma in quanto tale sparisce nel quadro più vasto dei rapporti fra stato e chiesa. Caracciolo segue inoltre il sottile-gioco dell'Unione romana, organizzazione legato da una parte agli ambienti vaticani, dall'altra ai liberali più conservatori fondala per sostenere una lista clcrico-motfernta nelle elezioni amministrative del 1872. Si verificano cosi le prime alleanze fra i cattolici