Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; CIVITAVECCHIA
anno
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1960
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275
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Libri e periodici 275
sioni e lo leggi sull'asse ecclesiastico, e sul suo inserimento nella vita del nuovo stato unitario. Certo nel generale moto di riassestamento delle nuove forze eco* notturne e politiche del paese anche le forze cattoliche legate alla curia romana, pure restando al di fuori della vita politica ufficiale, si organizzarono e ripresero ad operare passati i primi momenti di smarrimento e di confusione, anche se non ebbero come meta esplicita e più. o meno immediata la rivincita sulle forze liberali dalle inali erano state per il momento sconfitte. Ma forse qnesta volontà di recupero andrebbe meglio valutata se inserita in un quadro di insieme nel quale avesse il giusto rilievo anche, l'altra faccia della medaglia, cioè il problema religioso vero e proprio, dal quale non si potrebbe prescindere in uno studio del genere.
In conclusione questo saggio ha un grande meritò: quello di dare ravvio ad uno studio documentato e circostanziato del periodo posteriore all'unificazione, quasi a rivedere il giudizio ottimistico espresso dal Croce. Certo a quella sintesi, la quale rimane nel complesso tuttora valida come giudizio d'insieme, manca il rilievo che ad un quadro sogliono dare le zone d'ombra. Eppure, per i tempi nei quali fu scritta, sì era nel 1927, essa ebbe il valore di una protesta, di un inno, non solo alla libertà intesa come puro ideale, ina anche allo stato liberale ed alle sue conquiste; fc naturale che in questo quadro polemico, volto a riaffermare, rievocandoli, i valori etici e politici sui quali si fondava il "vecchio stato unitario, le zone d'ombra venissero quasi a sparire. Ma, pur essendo doveroso e necessario tenerne conto, anzi farle risaltare, non pare legittimo cercare l'albero nel seme eY volendo fare il processò ad un recente, doloroso passato, svalutare in blocco tutta l'opera dello stato liberale, come alcuni studiosi delle nuove generazióni cercano di fare. Anche se si ha la coscienza che in esso non tutto fu luco, non tutto bèllo, anzi, che vi fu motto di oscuro e di brutto, tenuto anche conto della rivoluzione operata nelle strutture degli stali italiani quali erano prima del 1859, non si può non riconoscere l'apporto da esso dato nel preparare e poi promuovere il progresso dell'intera società italiana.
11 lavoro del Caracciolo, anche se pervaso da un tono di disapprovazione, ricerca, se mai, le origini di quella che sarà poi la crisi dello stato liberale e si mantiene entro i limiti di un decoroso e consapevole studio dei problemi concreti che si agitarono in un determinato settore della vita dello stato unitario. Si può non condividere qualche suo giudizio, si può attenuare qua e là il suo tono, si può desiderare un maggiore approfondimento dei vari problemi, rimane però suo merito indiscusso l'avere affrontato fra i primi il problema della revisione del giudizio tradizionale dato dalla storiografia italiana sullo stato liberale, revisione che non può essere pura negazione, ma superamento in base ai dati che solo una ricerca concreta, condotta con onestà e senso del limite, può fornire allo studioso. GIUSEPPE PANSINT
Jtr. JA. SOLOVJOV, Vonpominanija diplomata (1893-1922) (Memorie di un diplomatico); Mosca, Erliz. Pubblicazióni Social-Economiche .1959,
11 Solovjov, entrato in servizio al Ministero degli Esteri a Boli ventitré anni, percorse la carriera diplomatica fra il 1893 e il 1925, a cominciare dal servizio d'ordine presso il Dipartimento per l'Asia* ove rimase per due anni addetto alla trascrizione di documenti.
Dalia tediosa scrivania lo trasse un'influente protezione, che gli procacciò la no mina a Secondo Segretario presso la rappresentanza diplomatica a Pechino, ove égli rimase per tre anni.
Dal 1898 al 1904 fu Primo Segretario di Legazione in Grecia, donde passò con le medesime funzioni, in Montenegro. Per un incidente diplomatico, intorno al quale Solovjov si diffonde, fu trasferito a Bucarest, restando in Romania fino al 1908.
Dal 1909 al 1911 fu a Stoccarda e infine dal 1911 al 1917 a Madrid, in funzione di Consigliere d'ambasciata. Qui lo sorprese la Rivoluzione d'Ottobre ed egli, pur privo d'informazioni dirette, a differenza di molli, ai rese subito conto dell'importanza del fenomeno destinato a mutare radicalmente la vita e gli ordinamenti, a conferire un