Rassegna storica del Risorgimento
ANTONELLI GIACOMO
anno
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1960
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pagina
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319
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FONTI E MEMORIE
AKTONELLI GIACOMO, CARDINALE 2>
Nato a Sonnino il 12 aprile 1806, morto a Roma il 3 novembre 1876. Suo padre, Domenico, era figlio di un contadino e si era arricchito con appalti. Secondo le affermazioni del Bianchi Giovini, la madre del cardinale era una sorella del famoso brigante Gasparone. Il giovinetto Giacomo fu dal padre mandato a studiare a Roma nel Seminario Romano e alla Sapienza. Ma i suoi studi non furono profondi. Chi lo avvicinava restava facilmente soggiogato dalla sua prontezza di mente, dalla energia della sua volontà, ma s'accorgeva delle lacune della sua cultura. Prese gli ordini minori, senza mai andare a quelli superiori, e s'indirizzò nella carriera amministrativa come prelato laico. Fu assessore al Tribunale eliminale a Roma, a Orvieto e a Viterbo dove si mostrò duro contro i liberali; fa delegato apostolico a Macerata, dove si rese inviso alla popolazione. Nel 1841 passò alla segreteria di stato. Segnalatosi nell'amministrazione finanziaria nel 1845, fu fatto tesoriere generale, e subito riesci ad operare il riscatto dei beni del Leuchtenberg (Beauharnais), aprendo un prestito di 3.750.000 scudi. Riordinò le finanze dissestate, e si segnalò come uomo fattivo negli ultimi anni di Gregorio XVI. Sicché, craando salì al trono Pio IX nel 1846, e iniziò le tanto sospirate riforme, l'attivo prelato si trovò in prima linea. Fu nominato cardinale dell'ordine dei diaconi l'il giugno 1847. Ebbe il titolo di S. Agata alla Suburra. La sua carriera divenne rapidissima. Fu fatto ministro delle finanze del primo consiglio di ministri. Lasciò poi tale carica a monsignore Monchini (2 agosto). Passò a presiedere la Consulta di stato creata da Pio IX con motu proprio del 15 ottobre 1847, e inaugurata il 15 novembre successivo. L'incarico era delicato. Il partito popolare, sotto la guida del Minghetti, tendeva a non lasciar ristagnare la Consulta in un compito puramente e pigramente consultivo, ma a farne un organo di opinione pubblica.
L'A. frenò, ma alla fine avrebbe finito a consentire alla pubblicità delle sedute e a lavorare per la lega italiana: ma gli eventi sorpassarono la
i) Pubblichiamo questo interessante inedito di epici nobile studioso e maestro che fu Adolfo Omodeo, del quale è ora uscita, a cura di Alessandro Galante Garrone, Libertà e storia. Scritti e discorsi politici (Torino, Einaudi, 1960). Destinato al Disio* nario del Risorgimento che, sotto la direziono di DA altro caro scomparso, Mario Men-ghini, avrebbe dovuto essere pubblicato dall'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, appare oggi qui, nella sua forma originale, essendo mancata la possibilità all'Autore di quei ritocchi e di quei completamenti che il Suo scrupolo di storico avrebbe ritenuti necessari.
La .Rassegno