Rassegna storica del Risorgimento

ANTONELLI GIACOMO
anno <1960>   pagina <324>
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324 Adolfo Omodeo
religioso-domniatica di Pio IX, culminata nel concilio Vaticano, esorbita completamente dal campo dell*A., che passava per incredulo. A questa politica egli, per restare al potere, si doveva piegare e doveva fornire i mezzi necessari. Il dogma dell'Immacolata, il Syllabus, l'infallibilità, la concezione mistica del papato dell'età di Pio IX non rientravano nell'oriz­zonte del mondano cardinale. Quasi sempre scettico sul risultato finale della lotta politica, egli persisteva tuttavia sulla necessità di non transi­gere. Il principio della sua politica è compendiato in una sua conversa­zione col senatore Vitelleschi, che il Pasolini {Memorie, 443) riporta. Noi siamo finiti, siamo finiti. Se per la speranza di salvarci cominciamo a cedere questo e poi quello, ci sarà chiesto sempre di più: oggi consegne­remo il pastorale, domani ci spoglieremo del piviale, finalmente ci toglie­remo il triregno e con tutto questo non ci salveremo. Dacché dobbiamo finire, anziché cadere in camicia nella fossa, meglio è scomparire quali siamo, con i grandi ideali e con tutte le forme della nostra passata gran­dezza . Questa era l'esperienza che egli aveva ricavato dalla crisi del 1848: e dal suo punto di vista non era del tutto errata.
In complesso questo cardinale che passava per un gran diplomatico agli occhi di chi considera diplomazia il saper tergiversare, quasi per atavismo segui una politica da grande fattore di un grande proprietario: di quei fattori contadini che pur facendo gli interessi propri, difendono con ostinazione per tutte le vie, per tutti i gradi di giurisdizione, con tutti gli appigli, i cavilli, le eccezioni la terra: con la stessa tenacia con cui il contadino cerca di usurparla. Fallì perchè la questione non era più una questione di mera proprietà, ma si dibatteva in un campo ideale inac­cessibile a lui. Ma la sua difesa non mancò d'energia. , -.
f A. OMODEO
BIBLIOGRAFIA. Mancano veri studi sull'A. Da parte cattolica si senti il bisogno di dimenticare questa figura, che rievocava uno dei lati non simpatici del cattolicesimo invischialo nel temporalismo. Notine su di Ini si hanno, per esempio in L. CARPI, II Risorgimento Italiano II, 233 e sgg, e II, 122 e sgg., nella biografia di Pio IX in Die flèìigion in Geschichte und GegenwarC, I, 398. Sulla sua persona e la sua vita privata, ved. J. F. von SCKULTE, Lebensermnérttngen; E. Ai. OJT, Il governo pontificio e la questione romana, Torino 1859. Sulla sua adone nel 1848 ved. 1 miei Ricordi del MINCMETTI, e le Memorie del PASOLINI. Per la fase posteriore, G. LETI, Roma e lo Stato Romano dal 1849 al 1870, R. DE CESARE, Roma e lo Stato del papa, dal ritorno di Pio IX al XX settembre, Roma 1907. Sui rapporti col Piemonte e l'Italia, N. BIANCHI, Storia della diplomazia, ecc., "VII e sgg.; i carteggi del Cavour, del Passagli a, del l'anta-Leoni; e di più: A. ISAIA, Negoziato tra il conte di Cavour e il card. A,, conchiuso per la cessione del potere temporale del papa, Torino 1862 ; 5. ACUCMA, ha questione ro­mana e la sua possibile soluzione, Napoli 1864; D. PANTAI.EONI, L'idea italiana nella soppressione del potere temporale dei papi, Torino 1884. Sul complesso delle trattative del 1860.61, A. OMODRO, ti conte di Cavour e la questione romana (in La Nuova Italia, M 30). f A. OMODEO