Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <331>
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Il generale Francesco Laudi 331
vamente al combattimento: 13 ma che ebbe, invece, indirettamente, una importanza rilevante, perchè diede ai regi la sensazione di potere essere circondati da una popolazione nemica (ed i successivi avvenimenti di Partinico dimostrarono che il timore non era del tutto infondato), co­strìnse il generale Landi a tenere in riserva poco meno d'un terzo della colonna, ed influì decisamente sulla successiva determinazione di riti­rarsi da CalatafimL
Un punto che in passato diede luogo a gualche discussione, è quello della conquista, da parte dei regi, della bandiera dei Mille. Alcuni scrit­tori garibaldini2) dissero che si sarebbe trattato d'un gagliardetto senza importanza, e lo stesso Garibaldi fu alquanto reticente in proposito. Oggi non è più dubbio che si trattò proprio della bandiera di Valparaiso , strappata dai cacciatori borbonici all'alfiere Schiaffino, che rimase ucciso nel difenderla: in un primo tempo, anzi, la rassomiglianza fisica fece supporre ai regi d'avere ucciso Io stesso Garibaldi.3)
L'Agrati poi *) ha messo in discussione le circostanze, nelle quali la colonna regia perse uno dei cannoni. H gen. Laudi5) scrive che il pezzo caduto dalla schiena è rimasto in potere dei rivoltosi ed aggiunge il pezzo era caricato a schiena; la mula che lo portava fu uccisa nel momento della ritirata, e non fu possibile ripigliarlo. Non è dubbio
*) La partecipazione delle squadre siciliane al combattimento è riconosciuta dal* PACBATI, 1 Mille, cit.. pp. 281; 300, 312; v. anche CORSELLI, La Campagna del 1860, <ót.rpp. 192 e 194, G. NICOTRI, Rivoluzioni e rivolte in Sicilia, Torino 1910, p. 88, ritiene che le numerose squadre degli insorti, che pur ebbero qualche morto, non poterono dare nel combattimento, soprattutto per le disposizioni tattiche di Garibaldi e perchè male e poco armate, che un grande aiuto morale . L'ABBA, Da Quarto al Volturno, cit., p. 75 ricorda i francescani che combattevano accanto ai garibaldini. Vedi anche la lettera di G. Garibaldi ad A. Bizzpni in CURATOLO, Il dissidio tra Mazzini e Garibaldi, cit, p. 406: A. Calafatimi vi erano i Mille, ed alcune squadre di picciotti, valorosi nelle loro montagne....
2) V. ad es. C. PECORINI MANZONI. Storia della 15" Divisione Tìirr, Firenze, 1876.
>) A BUA, Da Quarto al Volturno, cit., p. 73; BANDI, / Mille, cit, pp. 188 sgg. Sulla questione v.. CUBATOLO, Scritti e figure del Risorgimento italiano, CÌL, pp. 215 sgg.; e ACRATI, / Mille, cit., pp. 835 sgg. II militare che si impossessò della bandiera fu il cacciatore Luigi Laleano dell'8" battaglione, che fu promosso sergente e decorato delia medaglia al valore dell'Ordine di S. Giorgio della Riunione (BATTACLINI, La fine Sun Esercito, cit., p. 203 ; ni, secondo DE Srvo, Storia, cit., II, p. 58, il merito spetta ad Angelo De Vito). Secondo il BANDI, I Mille, il., pp. 209 sgg., Schiaffino fu ucciso con una fucilata a bruciapelo da un sergente dclP8 Big., di nome Certo, stai (?), che più lardi panò nelle file garibaldine, combattè a Milazzo col grado di sottotenente, e fu ucciso eotto Cupun (secondo DE SIYO, Storia cit.. Il, p 58, dal caccia* tore Francesco Serrature).
4) ACRATI, / Mille, cit., p. 332.
5) Rapporto dopo la battaglia, in ACRATI, / Mille, cit., p. 330; e qui di seguito, I 10, ().