Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <333>
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// generale Francesco Landi 333
Iella posizione. Probabilmente, il ricordo pia esatto è quello dell'Abba : l) Mentre la fanteria e i carabinieri napoletani si ritiravano confusi giù pel declivio del eolle perduto, quei cacciatori, come stessero in un campo a istruirsi, facevano le loro fucilate a quadriglie, allontanandosi lenta* mente. Fin Garibaldi stette a mirarli un pezzo in quelle loro belle mosse... . In sostanza, gli ultimi reparti borbonici rimasti sulla cima del colle dovettero essere travolti dall'assalto finale: gli altri si disimpe­gnarono in ordine, e consentirono alla colonna di riordinarsi e di ri­salire, protetta da ultimo dalla cavalleria, verso l'abitato di Calatafimi. Vi fu appena un accenno d'inseguimento da parte dei Garibaldini: a conclusione della giornata, questi rimasero sul colle del Pianto, mentre i regi ritornavano sulla loro posizione iniziale di Calatafimi.
Le perdite, da una parte e dall'altra, furono all'in circa eguali: si ebbero da parte borbonica, tra morti e feriti, 111 uomini fuori combat­timento, e 127 circa da parte garibaldina. 2>
10. U combattimento, in se stesso e dal pimto di vista meramente tattico, non rappresentò per i Garibaldini un successo decisivo. Certa­mente, il risultato morale era stato molto importante, perchè essi ave­vano dimostrato, a se stessi ed ai Siciliani, di non essere inferiori alle truppe regie, e s'erano battuti, in situazione molto difficile, con valore e con disciplina; ma le perdite erano state gravi, ed il nemico respinto aveva potuto raccogliersi, con una parte delle sue forze ancora intatte, sulla forte posizione di Calatafimi. Il vero successo di Garibaldi fu costi­tuito dalla determinazione, che il gen. Landi adottò nella sera del 15, di ritirarsi con le proprie truppe a Palermo.
Sui motivi di questa decisione, tanto discussa, e fonte di così gravi accuse, dobbiamo soffermarci, per accertare se essa sia stata davvero tanto ingiustificata, quanto è stata dai più ritenuta. Poco si conosce di quello che accadde in Calatafimi dopo il rientro delle truppe: comunque, si può in parte utilizzare il racconto del De Sivo,3> che, sebbene tutt'altro che obbiettivo, trova conforto in qualche passo della relazione Landi, e si fondò quasi certamente su ricordi di uifici ali della colonna, sia pure
} ABBA, Storia dei Mille, vìi., p. 125; e cfr. Da Quarta al Volturno, cit, p. 75.
*) CORSBLLI, La Campagna del 1860, eli., p. 195. Ma sono dati inolio approssi­mativi: secondo il BATTAGLIMI, La fine d'un Esercito, <>!.., p. 209, i borbonici avreb* bero avuto 35 morti, un centinaio di feriti ed 8 prigionieri; i garibaldini 32 morti ed un centinaio di feriti, U geo. Laudi, dopo la battaglia, denunciava 62 leali; non risulta se fl calcolo delle perdile borboniche comprenda solo quelle della batta* glia o sia sfatò aumentato di quelle subite durame la ritirata,
tì DE SITO, Storia, ctt, IT, p. 59.