Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <336>
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336 Guido Laudi
la prima impressione che desta la lettura di quel messaggio, frettoloso e disordinato, non è favorevole. Se però, con maggiore obbiettività, se ne analizzano le diverse parti, il giudizio può essere in parte rettificato. In sostanza, il dispaccio in parte espone lo svolgimento del combattimento, in parte prospetta la situazione successiva, in parte dà conto delle inten­zioni del comandante. Ed il punto di vista espresso è semplice: il combattimento ba comportato notevoli perdite umane, ed un gravissimo spreco di munizioni; le masse -siciliane sono numerosissime e accerchiano la colonna che è priva di rifornimenti; la posizione potrebbe essere so­stenuta se giungessero d'urgenza rinforzi; in caso diverso non resterebbe altra soluzione che la ritirata. Il dubbio che potrebbe tuttavia rimanere e bisogna darne atto per dovere di lealtà è se l'alternativa proposta fosse sincera, o se il generale avesse già scelto la seconda soluzione, ed. avesse inviato quel rapporto a scanso di responsabilità, per dimostrare al Comando in capo che solo il non avere ricevuto in tempo rinforzi lo de­terminava a retrocedere. Questo potrebbe supporsi, tenuto conto di alcune frasi, che sono tra le più infelici del messaggio, e tendono a dimostrare le gravissime difficoltà della prima soluzione. Né, sembra, poteva esser­gli ignota, dato il giudizio da lui espresso sulla situazione, la scarsa probabilità che in breve tempo il messaggio potesse giungere a Palermo
Io temo di essere aggredito in questo punto nei quale ini sosterrò sino al grado di possibilità; ma se non mi giungerà prontissimo soccorso, io debbo protestarmi, non saprei come potrebbe succedere la cosa.
La munizione di artiglieria è quasi finita. Quella di fanteria è bastantemente scemata ; la posizione quindi è troppo critica, e la privazione dei mezzi di difesa mi mette nella più grave costernazione.
Qui tengo da 62 feriti. Dei morti non saprei per ora dare preciso ragguaglio, perchè scrivo sul momento della ritirata dall'attacco. Con altro rapporto potrò dare a V. E. più precise notizie.
Finalmente somuietto all'È. V. che se le circostanze me lo imporranno, dovrò senza meno, per non compromettere la intera colonna, fare la mia ritirata, se pure mi riesce sopra Alcamo.
Tanto mi affretto sommettere a V. E. perchè sappia che qui la mia colonna trovasi circondata da nemici senza fine, i quali anno pure assalito i mulini, e presa la farina che dovea panizzarsi per la truppa.
Per non far rimanere dubbi a V. E. sulla perdita del cannone, come sopra è detto, mi fo un dovere soniniciterlc che il pozzo ora caricato a schiena; la mula che lo portava fu accisa nel momento delia ritirata, e nóii fu possibile ripigliarlo.
In ultimo conchiudo che ratta la colonna si è battuta con vivo fuoco dalle 10 a/m
alle 5 p/m quando fece ritirata. ,
li. GENEHALE COMANDANTE; Francesco Landi
noto che l'equivoco sull'uccisione del Comandante dei garibaldini, derivò dalla rassomiglianza fisica tra Schiaffino e Garibaldi.