Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
anno
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1960
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pagina
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337
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Il generale Francesco Laudi 337
(e di fatto non vi giunse, perchè il portordini fa catturato dai ribelli) e che di qui si potessero tempestivamente inviare i chiesti rinforzi.
Infatti, qualche ora dopo l'invio del rapporto, egli diede ordine di prendere la via di Alcamo, dopo avere fatto accendere attorno al paese i fuochi di bivacco, cho ottennero lo scopo di fare passare inosservato al nemico il movimento.
Per giudicare il comportamento del gen. Landi, dobbiamo prescindere sia dall'apologetica risorgimentale, che spiegò tatto col terrore incusso dall'eroismo garibaldino ad una truppa priva di ideali, sia dalla storiografia borbonica, che attribuì i successi di Garibaldi ad una pura e semplice serie di tradimenti. Più serio è il giudizio dei militari, i quali riconosciuto il valoroso comportamento delle truppe regie combattenti a Calatafìmi, addebitano al gen. Landi due gravi errori: di non avere impegnato in quell'occasione tutte le truppe disponibili, e d'avere ordinato la ritirata quando avrebbe potuto riorganizzarsi attorno all'abitato, che si prestava vantaggiosamente a difesa, ed attendere rinforzi. Si può riconoscere, che un capo più risoluto ed ardito avrebbe potuto imprimere un'altra piega agli avvenimenti: ma è ingiusto riversare su un solo individuo la responsabilità d'una situazione, che era maturata a ben più alto ed esteso livello. In sostanza, la preoccupazione che risulta dagli scritti del gen. Landi non è determinata da quella che egli chiama la truppa italiana: è data invece dalle masse dei siciliani. Non si tratta quindi di un generale che abbia sopravalutato una forza militare con* frappostagli : si tratta invece d'un comandante che si sente isolato in paese nemico, senza comunicazioni con la propria base, senza informa* zìoni, senza rifornimenti, ed è minacciato viceversa da un avversario che vive nel paese, ne può sfruttare tutte le risorse, si aggrega e si disperde di momento in momento in modo imprevedibile. Questa fu la ragione, che, come vedemmo, lo indusse a tenere in riserva circa un terzo della colonna, e questa pure quella che l'indusse a ritirarsi da Calatafìmi. Ora, quando si è detto che i garibaldini ebbero nella battaglia parte preponderante e decisiva, e che fu secondaria la partecipazione
1) V. ad es. HATTAUMNI, La fine d'un Eserciio.cit., pp. 206 sgg.; CESARI, La Campagna di Garibaldi, cit., p. 125 (è da notare che questo studio, edito dall'Ufficio Storico dello Stato maggiore dell'Esercito, è quello cito giudica il gen. Landi con maggiore obbiettività, poiché attribuisce agli ordini del gen. Castel cicala la più grave responsabilità della ritirata da Calatafìmi, e definisce nobili discolpe quelle da lui date della sua condotta); CORSELU, La Campagna del 1860, cit, pp. 233 e 238 agg. Secondo il CESARI, il gen. Land! avrebbe potuto tenere testa ad Alcamo nei profondi avvallamenti che solcano la sona di Partinico (specie il Gialcandara) ed all'ingresso della zona montuosa, aspra e difficile di Palermo-Piana .