Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <339>
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7/ generale Francesco fondi 33.9
considerare gli effetti delle sue determinazioni, quali possono oggi essere valutati in base alla cognizione completa del seguito degli avvenimenti; ed essi furono senza dubbio dannosi alla causa borbonica, perchè consen­tirono a Garibaldi d'esaltare il morale dei propri uomini e delle popò* lazioni, e di compiere rapidamente la propria marcia verso Palermo, de però ci si pone nella situazione quale si prospettava sul momento, il giudizio potrebbe essere diverso: poiché poteva essere incerto, se valesse la pena d'esporre la modesta colonna a subire il blocco delle bande insurrezionali, o, peggio, ad esserne sopraffatta con un effetto morale e materiale che sarebbe stato gravissimo, quando, in definitiva, il Comando in capo era chiaramente orientato a raccogliere le truppe nella base di Palermo, e non ad effettuare azioni offensive a distanza.
In conclusione, gli eventi dimostrarono che la determinazione adot­tata dal gen. Landi fu di pregiudizio per la causa che serviva : ma non di­mostrano affatto, né che la valutazione sia stata compiuta in base ad ele­menti insussistenti o travisati né che una diversa decisione avrebbe portato certamente al successo.
11. Le vicende della ritirata da Calatafimi a Palermo sono narrate dal gen. Landi nella sua relazione giustificativa, e trovano in sostanza conferma in quel che altri ne hanno scritto. Egli dovette aprirsi il passo combattendo in più luoghi: il che appunto conferma, che il timore di essere circondato era tutt'altro che illusorio, e che le bande siciliane non erano, né numericamente insignificanti, né prive d'aggressività, né incapaci di costituire un serio pericolo anche per truppe regolari. È diffi­cile comprendere, come questo ripiegamento, che sarebbe potuto dive* nire un disastro se non fosse stato condotto con ordine e con disciplina, sia sfato da taluni definito una fuga.
La colonna, come abbiamo visto, partì da Calatafimi col favore della notte, ingannando il nemico con fuochi di bivacco. Alle due dopo mez­zanotte, aveva raggiunto Alcamo, dove rimase accampata fuori del paese. Si rimise in marcia tre ore dopo, verso Partinico. A Valguarnera, trovò il villaggio deserto: appena attraversatolo, la colonna trovò un'imboscata, sistemata dalle due parti della strada, che l'accolse con una forte scarica di fucileria. La truppa contrattaccò, snidò il nemico, uccise diversi uomini che si erano rafforzati in una casupola, ed i fiancheggiatori inseguirono gli sbandati fino alle porte di Partinico. Questo grosso centro era com­pletamente occupato da bande armate, appostate all'entrata del paese e lungo il così detto cassero , cioè la strada principale che percorre l'abitato in tutta la sua lunghezza, e nella quale sboccano numerosi