Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
anno
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1960
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pagina
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Guido Laudi
vicoli. L'insurrezione dimostrava così quale grado d'efficienza avesse raggiunto. Ad Alcamo, dove le truppe erano giunte del resto di notte e di sorpresa, non era accaduto nulla, o forse v'era stato qualche scontro senza importanza di pattuglie con gruppi isolati. *) Ma le tre ore di sosta dovevano essere state sufficienti affinchè, sebbene nel pieno della notte, la notizia dell'imminente arrivo dei regi giungesse fino a Partinico, e gii armati si raccogliessero non solo, ma assumessero una certa organizzazione tattica, con un'avanguardia, come abbiamo visto, a Valguarneraj ed il grosso a Partinico.
Per vincere la resistenza furono necessarie quattro ore di combattimento, l'impiego dell'artiglieria, e l'incendio di diverse case; nelle quali gli insorti s'erano asserragliati. Parlare, in un caso come questo, di atro* cita commesse dalle truppe, è pura polemica, perchè un combattimento che si svolge di casa in casa in un abitato, dove ogni finestra diviene una feritoia, ed ogni angolo di strada un caposaldo, nel groviglio di vicoli, d'angiporti, di passaggi, che costituiscono il centro d'un comune della Sicilia occidentale, risponde a certe esigenze, sia pure deprecabili, alle quali nessun esercito può sottrarsi. Giustificazione che viceversa non vale per lo scempio commesso più tardi dai popolani di Partinico sui cadaveri d'alcuni soldati caduti nella lotta, con una barbarie che suscitò il disgusto di Garibaldi. 2>
Malgrado ciò, le bande non si dispersero, né rinunciarono ai loro propositi aggressivi. H gen. Landi evitò la strada di Borgetto, sulla quale una parte degli armati avevano ripiegato, per evitare i passi di montagna, dove certamente sarebbe stato di nuovo assalito, e prescelse la strada di Montelepre; ma anche lungo questa erano tese nuove imboscate, ed una proprio all'uscita da Partinico. Perciò, gli scontri continuarono per tutta la giornata del 16, pur dovendo la truppa economizzare le munizioni.
Al passaggio d'un torrente,3) due carri affondarono nella melma; e la scorta, che si .dava da fare per liberarli, fu aggredita dagli insorti.
i) AGKATI, / Mille, eli.., pp. 362 egg.
2) Aiii:/,, Da Quarta al Volturno, cit.. pp. 82 sgg. e Storia dei Affile, citi, pp. 139 agg. Non si comprende per quale accesso di cattivo gusto PACHATI, 1 Mille, cit.. p. 369, insista nel volere fare apparire momentaneo ed irriflessivo il nobile sdegno di Garibaldi, manifestato anche nelle sue Memorie, periodo 111, cap. V, con parole durissime verso gli insorti (e Erano cadaveri di Italiani, da Italiani sgozzali, che se cresciuti alla vita dei liberi cittadini avrebbero servito efficacemente la causa del loro oppresso paese, ed invece, come frullo dell'odio suscitato dai loro perversi padroni, essi finivano straziati, sbranati dai loro propri, fratelli con tal rabbia da fare inorridire le iene! ). Espressioni quasi identiche si leggono Ih GARIBALDI, / Mille (Edi/, un?.., voi. Ili) Bologna, 1933, p. 43.
s) AGIIATI, / Mille, cit., p. 366 Io identifica col torrente Nocella ma la strada da Partinico a Montelepre è attraversata da almeno tre torrenti.