Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
anno
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1960
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pagina
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342
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342
Guido Laudi
Caltanisetta. Non. è verosimile che la fonte, con tutta probabilità ispirata dallo stesso Castelcicala, che riversava tutte le responsabilità dell'accaduto sul gen. Landi, avesse potuto introdurre una notizia inesatta, che stava a tutto favore di quest'ultimo.
Dal diario del Polizzy l) risulta poi che il giorno 16 il principe di Castelcicala avrebbe ordinato che il 2 e 9 battaglione cacciatori raggiungessero il gen. Landi a Partinico; e che questi, cosi rafforzato, avrebbe dovuto passare all'offensiva. Se ne desume, che se il Landi avesse atteso, invece di ritirarsi, avrebbe ottenuto il successo. E si può ritenere per certo, che questa determinazione, adottata e comunicata due giorni prima, avrebbe potuto essere decisiva; mentre non si giustificava affatto che il Comandante in capo, il giorno 14, ritenesse impossibile una azione decisiva nella provincia, e, due giorni dopo, quando doveva ragionevolmente supporre che i suoi ordini fossero già in corso d'esecuzione, passasse all'avviso opposto. Si potrebbe soltanto dire, a favore di Castelcicala, che l'ordine dato a Landi imponeva la ritirata fino a Partinico soltanto, e non fino a Palermo, ma si è visto quale fosse la situazione, dimodoché la mossa errata era stata eventualmente quella d'abbandonare la più forte posizione di Calatafimi, e non quella di non essersi fermato a Partinico, grosso borgo in rivolta, dove la truppa aveva subito altre perdite, ed incontrato altro grave consumo di munizioni. Comunque, lo stesso giorno 16, nel pomerìggio, giunse notizia del fatto di Calatafimi e della ritirata del gen. Laudi, ed il principe di Castelcicala, con uno degli ultimi atti del suo comando, ordinò che i due battaglioni non partissero più.2}
Se si confrontano quindi tutti questi elementi, risulta escluso che il principe di Castelcicala avesse dato tutte le disposizioni necessarie per un'efficace azione offensiva, e che esse siano fallite soltanto per colpa del gen. Landi. Pare certo invece, che in un primo tempo egli non attribuì grande importanza all'azione eventuale della colonna Landi, considerandola soltanto come un'azione esplorativa o di polizia militare; in un secondo momento, pensò di destinare quella colonna a costituire un avamposto del concentramento di truppe attorno a Palermo (e ciò pare evidente nella scelta di Partinico, alla giunzione delle due strade che si introducono nella Conca d'Oro, l'tina per Monte-lepre ed il Passo di Rigano, l'altra per llorgetto, Parco e Monreale);
9 ACJMTI, / Mille, ciu, p, 376.
*) AciUTf, / Mille, vì., pp, 376-377.