Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
anno
<
1960
>
pagina
<
348
>
348
Guido Laudi
della generazione allora vivente, i ricordi non. erano cancellati.11 Si ripresero inlatti i vecchi motivi demagogici del 1799: il popolo moralmente sano, religioso, fedele al Re; i dirigenti corrotti, increduli, avidi di denaro e di potere. *) Penetrata questa propaganda nell'esercito spesso attraverso i cappellani militari,3) spesso anche attraverso gelosie ed ambizioni di ufficiali e di sottufficiali la disciplina si infranse, ogni comandante fu sospettato come probabile traditore, e si giunse fino all'episodio atroce d'un generale S il brig. Fileno Briganti massacrato dai propri uomini. '" La propaganda borbonica ottenne così l'effetto d'accelerare la dissoluzione dell'esercito: perchè, se si eccettuano i reparti che combatterono con valore e con onore a Capua, sul Volturno e a Gaeta, con quei soldati ignoranti, fanatizzati, che nell'ufficiale vedevano un nemico, si poterono formare le bande che imperversarono ancora per alcuni anni nell'Italia meridionale, più di briganti che di partigiani, ma fu impossibile costituire ima qualsiasi organizzazione militare, come dimostrò tra l'altro la tragica fine del generale spagnolo Borjès, cui la Corte borbonica esule a Roma aveva confidato un tale tentativo.5'
In questo quadro vanno esaminate le accuse meglio si direbbe le calunnie che da parte borbonica si mossero ai gen. Landi.
precedentemente per cinque mesi guerreggiato e sofferto immeritati rovesci... . Quanto di meglio fu detto, più tardi delie istituzioni borboniche, si dovette proprio a scrittori liberali, che resero giustizia, nei limiti di ragione, a quel Governo.
1) Questo rilievo è frequente nel MAGIC SMITH, Garibaldi e Cavour nel 1860, cit.: v. ad es. p. 389. II timore di scatenare una reazione rese inoperoso in Puglia il mare* sciallo di campo Flores (DB SIVO, Storia, cit., Il, pp. 203 sgg,), e rese incerto e titubante, nelle operazioni attorno al Volturno, il ten. gen. Giosuè Ritucci: vedine il rapporto al Re, citato da BATTAGLINI, II erotto militare del Regno delle Due Sicilie, cit., I, p. 188.
2) Si cfr. per tutti il DE SIVO, Storia, cit.
3) È ben noto Io scritto dell'ex-cappcllano del 9 Cacciatori G. BUTTA, Un viaggio da Boccadifalco a Gaeta, Napoli, 1882.
*) ACRATI, Da Palermo al Volturno, cit, pp. 379 sgg. Il DE SIVA. Storia, cit., II. pp. 159 sgg., narra il feroce delitto (che dal suo racconto parrebbe addirittura preme, ditato dal capotami) tiro del 15 di linea) senza una parola di deplorazione; e non pare renderei minimamente conto, che un tale episodio, impunito e forse lodato, doveva accelerare la dissoluzione morale dell'Esercito.
s) L'apologia del brigantaggio borbonico si trova, come è naturale, in DE SIVO, Storia, eiu, li, p. 466 (per l'impresa del Borjès, pp. 468 e 481 sgg.). Sull'azione della Corte borbonica io esilio nell'organizzazione del brigantaggio meridionale, v. R. Dir CE. SAUK, Roma e lo Stato del Papa, Homo 1907, voi. II, pp, 201 sgg. Vedasi anche, per la repressione del brigantaggio, C. CESAIII, ti brigantaggio e Papera dall'Esercito italiano dal 1860 al 1870, Roma 1920; e BATTAGLIMI, II erotto militare del Regno delle Due Sicilie, ffit-j II, pp. 96 nix?,... il quale nota che quasi nessun uffici al e borbonico volle partecipare all'azione delle bande reazionarie.