Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <352>
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Guido Lattài
ino tempo, mentre Garibaldi aveva intuito che quello scontro era stato per lui un successo, le autorità borboniche non dovevano avergli attri­buito particolare importanza, e lo consideravano un episodio locale, nel quale il nemico aveva subito perdite, e che non poteva influire in modo rilevante sul successivo svolgersi degli eventi. Questo spiega come il gerì. Laudi conservasse a Palermo comandi d'un certo rilievo, *) e come Io sorprendessero e lo indignassero le accuse che poi gli furono rivolte. Le quali, come si può desumere da alcune lettere, che egli scriveva da Ischia alla moglie, *) in attesa del giudizio della Commissione d'inchiesta, dovettero gonfiarsi a poco a poco.
H 25 giugno, egli scrive d'avere ricevuto, il giorno precedente, una riservata del Ministero della Guerra, e che sta occupandosi del lavoro che gli è ordinato (cioè della relazione giustificativa) : staremo a vedere quale sarà il risultato . Dice di non volere più servire nella attività: se potrò avere un posto sedentario, bene; altrimenti il ritiro, tutto ciò sempre subordinatamente allo sviluppo della nostra sorte . Il 27 gin gno, solo comunicazioni familiari; ed aggiunge: Qui già si sapeva che S. M. ha dato la Costituzione, per aver letto sul giornale l'Atto Sovrano (del 25 giugno) : tutto pel meglio, e lasciamo fare a Dio . Piena di sconforto è invece la lettera del 3 luglio, che allude certamente a notizie pervenutegli da Napoli: Ma che c'è di nuovo? per carità, ditemi di che si tratta... Oh! che posizione infelice! Iddio cosi ha voluto! Peppino (uno dei figli, impiegato dell'Amministrazione militare) mi faccia subito sapere l'esito del mio rapporto rimesso al Ministero per suo mezzo; gli dissi d'informarsi, se gli riusciva, della nostra sorte... Noi qui stia­mo nel limbo dei Santi Padri, sempre notizie vaghe e contradittorie... Questa vita che meno qui è insopportabile, chi sa quando finirà? la noia mi opprime, appena un poco la sera sorto per fare un poco di moto . Più serena, sebbene essa pure piena d'amarezza, è l'ultima lettera, del 12 luglio8*: Dalla tua scorgo l'esortazione che mi fai di stare di buon animo; io per quanto posso mi armo di filosofia, ma quando penso all'infamia che ci è stata fatta per aver voluto sentire pochi intriganti, ti ghiro che farei cose da pazzo. Basta, speriamo che le cose vogliano
J) È questo uno del copi d'accusa he il PK. SJWO, Storia, cit., II, pJìli) move al leu- geo. Iimzu.
'-) Gli originali sono in mio possesso.
3} liti questa lettera è Aggiunta une postilla del giorno successivo, ove è detto: : Qui si sono dette varie cose sul conto nostro, Ira te altre che tre Ten.it .GenJi Bono incaricati di esaminare i n.ri rapporti informativi .