Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
anno
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1960
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pagina
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353
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// generale Francesco Laudi 353
prendere una buona piega, e a Dio piacendo subito il ritiro : questi giorni che Dio mi concede di vita, voglio goderli nella sua santa pace. Io non sono ambizioso, sono sobrio in tutto, quindi perchè logorarsi la vita con dispiaceri, ingiustizie, e senza alcun merito al buon servire, ed ai sacrifizi immensi fatti onde adempiere, e tu e la famiglia il sapete, con quale religiosità ai propri doveri e ai miei principi. Fidiamo in Dio e nella SS. Vergine, ed attendiamo con calma la nostra sorte.
Ma la pace, al vecchio soldato che aveva vissuto il cinquantennio più fortunoso della storia d'Italia, fu ricusata dai suoi nemici anche poi che fu morto.
Se si dovesse prestar fede ai borbonici, bisognerebbe pensare che fiumi d'oro siano corsi dalle mani di Garibaldi a quelle dei comandanti nemici. Ma rapidi rivolgimenti di fortuna, tra questi non se ne videro. Ed era ben difficile supporre che il gen. Landi si fosse illecitamente arricchito, quando gli ultimi mesi di vita, dopo avere lasciato il servizio, li trascorse, come appare dalla sua corrispondenza, quasi in ristrettezza.!1 Ma proprio la sua morte offri il destro ad un finale sfogo di livore, che voleva ad un tempo disonorare Garibaldi. La morte, come dicemmo, avvenne dopo pochi giorni di malattia, e fu detto, e si ripetè poi in famiglia, che i dolori di quegli ultimi tempi avevano definitivamente fiaccata la sua fibra. Su questo particolare, si costruì una leggenda infamante: si sparse in Napoli la voce, che recatosi al Banco di Napoli a riscuotere una fede di credito di 14 mila ducati avuta da Garibaldi in compenso dei suoi servizi in Sicilia, il titolo era stato accertato falso, ed egli ne morisse di crepacuore. Questa fantasia, che aveva il pregio di bollare di falsario Garibaldi, fu pubblicata dalla Civiltà cattolica: 2) e sulla fede di quel periodico reverendissimo, divenne dogma per i borbonici.
') Dalle lettere in mio possesso, risulta tra l'altro che dovette vendere i cavalli, uno dei quali era stato catturato ai garibaldini
2) La spiegazione degli eventi del Risorgimeli Lo italiano con la semplicistica tesi del tradimento > è tipica della polemica clericale : v. p. ce. G. S. PELCZAH, Pio IX e il suo pontificato, vera. il. sulla 2* ed. polacca, Torino 1909.1911, 3 voli, (in parti* colare, IT, pp. 243 agg.).
') Vedi là lettera di Michele Land! al gen. Garibaldi, in CUIUTULO, Scritti e figure del Risorgimento it., CÌL, pp. 210 agg, La calunnia e riferita nella Cronaca degli avvenimenti di Sicilia, CÌL, pi 172; in DB Sivo, Storia, clL, II, p. 60, che lo pongono nel marzo 1861; dal BOTTA. Un viaggio da Boccadifatco a Gaeta, eit., T, p. 28 nonché da C. Bami.JU. ffistoire de la Revolution de 1860 en Sictle, Bruxelles, 1861, p. 199 (n.) che Io riporta all'aprile 1861, con la variante che si sarebbe trattalo di 12.000 ducats en fiinx 1 riliets de banque >. II gen. Laudi era morto fin dal 2 febbraio di quell'anno.