Rassegna storica del Risorgimento

LANDI FRANCESCO
anno <1960>   pagina <356>
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Guido Landi
tenente colonnello. E' il padre del prof. Alfredo Laudi, al quale debbo tanti elementi utilizzati in questo studio.
Antonio (n. a Napoli nel 1829, m. a Messina nel 1905) -? aveva compiu­to gli studi nella scuola della Nunziatella, ed era entrato nell'Arma d'arti­glieria. Capitano dal 1857, dopo essere stato a Capua, e quindi a Gaeta nel Reggimento Re Artiglieria, si trovava nel 1860 a Napoli, addetto alla Direzione generale d'Artiglieria.2) Fu tra i primissimi ufficiali del­l'Esercito borbonico che aderirono alla causa nazionale, subito dopo l'en­trata di Garibaldi a Napoli,s) e partecipò con le truppe nazionali alle operazioni militari della fine del 1860 e dei primi mesi del 1861, dimo­doché fu decorato delle medaglie di quella campagna e dell'unità d'Italia.4) Fu perciò compreso nel primo provvedimento di ammissione d'ufficiali del disciolto esercito delle Due Sicilie nell'Esercito sabaudo (R. D. 24 gennaio 1861) e gli fu conferito, contemporaneamente, il grado superiore, cioè quello di maggiore.5) Aveva solo 31 anni, e fu
*) Un breve cenno biografico se ne trova in Enciclopédia militare, nonché in A. DE GL'BERJVATIS, Piccolo dizionario dei contemporanei italiani, Roma 1895, p. 511.
*) A Capua comandò fino al 15 novembre 1854, col grado di 1 Tenente, la 3* Bat­teria da campo della 1* div. Artiglieria montata (verbale di consegna della btr. al cap. Mariano Purman). Nel 1858, da capitano, comandava a Capna la 4* comp. Artefici d'artiglieria (lettere 3 agosto e 2 novembre 1858 del Comando del Battaglione Artefici di Artiglieria). B 1 gennaio 1859 assunse in Gaeta il comando della 3" compagnia del Reggimento Re Artiglieria (verb. di consegna della compagnia dal 1 ten. Luigi Ros al cap. Landi). L'8 dicembre 1856, partecipando col suo reparto alla rivista militare del* TTminacoIata, era stato testimone dell'attentato di Agesilao Milano, ed a quanto me ne riferiva mio padre, aveva conservato il più vivo ricordo dell'estrema audacia manifestata dal giovane soldato calabrese, e della fermezza dimostrata in quell'occasione da Fer­dinando II. B 23 maggio 1860. si trovava già presso la Direzione generale d'artiglieria, come risulta da una lettera del gen. Landi a lui diretta. I documenti citati sono in mio possesso.
') DE SIVO, Storia, ciL, H, p. 201. La maggior parte erano ufficiali d'artiglieria e dei genio, die erano i più penetrati da idee liberali: cfr. DE CESARE, La fine d'un Regno, ciL, II, p. 308; ed infatti il primo decreto d'ammissione d'ufficiali borbonici nell'Esercito italiano, nel quale fu compreso, concerne esclusivamente ufficiali di tali Armi.
*) Le decorazioni sono in mio possesso. Al termine della carriera, era Grande officiale dell'Ordino della Corona dTtalia e Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.
*) Giornale mil. cit., 1861, p. 13. Lo scrutinio degli ufficiali, aspiranti all'inquadra-mento nell'Esercito nazionale, fu affidato, con R. D. 28 novembre 1860 (Giorn. mil. cit., 1860, p. 1199) ad una Commissione, costituita con R. D. 9 dicembre 1860 (Giorn. mil. rit., 1860, p. 1266) presieduta dal ten. gen* Roberto de Saugct, dell'Esercito delle Due Sicilie, e composta di tre affidali di'! l'Esercito Sardo (magg. gen. Ricotti, col. Thaon de Revel, eoi. Arborio Meliti) di tre affidali dell'Esercito delle Due Sicilie (brig. Bar-tolo Marra, poi sostituito dal lirig. Luigi De Benodictls; maggioro del Genio Federico Verdino; maggiore di cavalleria Luigi Camino). È evidente Io scrupolo che il Governo nazionale pose nel comporre la Commissione in modo do dare la massima garanzia d'obbiettività, e nel riconoscere i titoli di corriera degli ufficiali napoletani. È vero Ito