Rassegna storica del Risorgimento
LANDI FRANCESCO
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1960
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Guido Laudi
base delle mie operazioni; troncato il corso delle regie poste; rotta la linea telegrafica; occupati dalle masse tutti i paesi sulla consolare da Caiatafimi sino a Borgctto, non v'era mezzo a potere ricorrere alla voluta base delle mie operazioni.
Or, dunque, domando a coloro che la briga si presero di censurare la mia condotta nello stato in cui mi trovavo, col grandissimo peso della responsabilità di ima intera colonna, a qual partito avrei dovuto appigliarmi ? Risponda chi più di me ne ha esperienza.
Intanto la mattina del 15, facevo conto di muovere con l'intera colonna sopra Salemi, giusto gli ordini del Comando in Capo. Ma all'apparir di quel giorno ebbi campo di apprendere un'interessante notizia per la quale desistei dal pensiero di effettuare il movimento. Un carrettiere proveniente da Salemi (unico fra i molti venuti nelle mie mani che mi annunziò il vero) assicuravano del gran movimento fatto nella notte del 14 dalle immense bande Sicule e dai garibaldini, i quali tutti lasciato Salemi, avevano preso posizione sulle creste dei monti, che formano ampio anfiteatro dall'est all'ovest di Caiatafimi, per l'estensione di circa 8 miglia.
Questa notizia mi fece decidere a garantire la mia posizione, onde feci tosto uscire sei compagnie deu"8 Cacciatori, ed un plotone di Cavalleria in perlustrazione e di scoverta all'ovest sulle campagne del Comune di Vita, dove credeva il maggior nerbo delle masse; altre due compagnie, una dei Carabinieri e l'altra del 10 di linea le feci dirigere a perlustrare le campagne verso il Sud, e finalmente feci distaccare verso est, anche di avanscoperta due compagnie del Reggimento Carabinieri con mezzo plotone di cavalleria.
Principale scopo di questa estesa perlustrazione si fu quello di imporre moralmente sulle masse, a vista delle quali le mie truppe circolavano per le campagne. Che se poi le sei compagnie dell'8 Cacciatori che perlustravano le colline alle spalle di Vita, sieno entrate in azione, questo devesi attribuire ad una mera combinazione imperciocché giunta la detta truppa sul monte Barbaro, *) venne a scovrire gli avamposti nemici, dai quali fu salutata con delle fucilate. Fu allora che il Comandante dei Cacciatori fece uscire due compagnie in ordine aperto contro i Garibaldini, sostenuti dalle ingenti masse Siciliane, sbucate a migliaia da per ogni dove.
Il fuoco in ordine aperto fu ben nutrito d'ambo le parti.
I miei cacciatori benché si trovassero in posizione sottoposta a quella dei nemici, pure si avanzarono col vivo fuoco sino a breve distanza dal cordone dell'avversario, sfidandoli a scendere sulla china del colle. Vi discesero pure in ordine aperto e qui il combattimento divenne caldissimo.
A questo punto scorgendo io che l'azione progrediva con calore, raccolsi subito tutta la truppa disponibile in Caiatafimi, e mi posi in movimento per raggiungere i combattenti., ai quali feci arrivare, celeremente, truppe fresche in aoccorso, mentre le altre due partite che eransi diretto di scoverta al Sud e all'Est, furono celeremente avvertite di ripiegare sul luogo dell'attaccò. Così, vennero ad impegnarsi in combattimento 14 compagnie e l'artiglieria; mentre in Caiatafimi non lasciai che i soli avamposti e la Gran Guardia, per custodire
lì È ben nolo che l'indicazione del monte Barbaro ò un lapsus: tale località si trova alquanto a nord ovest del Pianto di Romano, dove avvenne Io scontro (G. L.).